BOSCO MARENGO – Ci sarà anche Don Ciotti, presidente nazionale di Libera, all’inaugurazione ufficiale di Cascina Saetta, il primo bene confiscato alle mafie della provincia di Alessandria, in frazione Donna a Bosco Marengo. Già da qualche tempo la sezione provinciale di Libera e l’associazione Parcival, che ha assunto “l’onere e l’onere” di recuperare l’area, ha sottolineato il referente provinciale di Libera Carlo Piccini, hanno iniziato a organizzare eventi a Cascina Saetta ma serviva, anzi era “doveroso”, un taglio del nastro ufficiale.

L’evento di questo giovedì, aperto a tutta la città e organizzato nell’ambito dell’assemblea provinciale di Libera alla presenza anche della referente regionale Maria Josè Fava, sarà “di elevato valore sociale ma anche simbolico” dopo le complesse vicende che hanno accompagnato il recupero dell’area, “in una situazione di degrado che sembrava ad un certo punto tradursi in una sconfitta per lo Stato democratico”. Alla fine, però, ha vinto Libera e tutti i soggetti che credono nella legalità e portano avanti l’impegno contro la criminalità organizzata. Quella che oggi è una cascina intitolata alla memoria di Antonino Saetta, il giudice che iniziò la sua carriera come pretore ad Acqui e venne poi ucciso dalla mafia insieme al figlio nel 1988, fino al 2005 era infatti il covo di un boss del clan gelese che gestiva il traffico di droga e prostitute a Genova ma che a Bosco Marengo nascondeva “armi e latitanti ha ricordato Piccini. Continua dopo il banner

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Della struttura originario oggi purtroppo non resta nulla. Dopo il sequestro il bene è rimasto infatti per anni nella disponibilità del Demanio e solo nel 2010 è passato al Comune di Bosco Marengo. Gli anni trascorsi hanno però indebolito la struttura originaria che, alla fine, è stata abbattuta. “Purtroppo per inesperienza e disattenzione da parte di tutti si sono fatti passare inutilmente troppi anni. Ora però abbiamo dimostrato che questo territorio ha gli anticorpi giusti” Questo giovedì, alle 18, si darà quindi ufficialmente il via al riuso sociale del bene dove, già da qualche mese, l’associazione Parcival sta sperimentando l’acquaponica, una tipologia di allevamento mista ad agricoltura che filtra e riutilizza l’acqua delle vasche in cui si allevano pesci per irrigare gli orti. “E’ un progetto sperimentale e credo sia il primo di questo genere in Piemonte. E’ già arrivata la prima vasca e nel corso dell’estate andremo avanti a montare l’impianto per partire con il primo ciclo produttivo da settembre“. Un progetto pilota di cui potranno scoprire di più tutti i cittadini che vorranno partecipare all’inaugurazione ufficiale di Cascina Saetta.

Per questione logistiche, visto che a Cascina Saetta non ci sono grandi spazi per il parcheggio, il consiglio dell’Associazione Libera è di lasciare l’auto nell’area di sosta davanti al Complesso Monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo e poi sfruttare il servizio navetta gratuito, attivo dalle 17.30, per raggiungere Cascina Saetta a frazione Donna.

Tatiana Gagliano