Autore Redazione
lunedì
14 Novembre 2016
23:00
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Cronaca - Acqui Terme - Alessandria - Casale Monferrato - Novi Ligure - Piemonte - Tortona - Valenza

Prosegue il trend positivo dell’industria manifatturiera piemontese. Nell’alessandrino, però, una lieve contrazione

Prosegue il trend positivo dell’industria manifatturiera piemontese. Nell’alessandrino, però, una lieve contrazione

PIEMONTE – Prosegue il trend positivo dell’industria manifatturiera piemontese. Dopo il +2,2%, registrato nel I trimestre dell’anno e la crescita dell’1,5% realizzata nel periodo da aprile-giugno, nel III trimestre la produzione industriale piemontese ha registrato un incremento del 2,7%. Il risultato, evidenziato nella 180a Indagine di Unioncamere Piemonte, è frutto di andamenti positivi in quasi tutti i principali settori. La crescita, però, non ha riguardato tutti i territori provinciali. La dinamica è stata fortemente positiva per il capoluogo regionale (+5,3%), grazie soprattutto all’ottima performance evidenziata dal comparto dei mezzi di trasporto. Anche per il novarese il risultato del periodo luglio-settembre 2016, sostenuto dal comparto metalmeccanico, è stato particolarmente incoraggiante {jcomments off}. Sempre in crescita, ma con un ritmo inferiore alla media regionale, i tessuti manifatturieri di Cuneo (+1,9%), Vercelli (+1,8%) e, in misura più contenuta, Biella (+0,5%).
Una contrazione di modesta entità ha caratterizzato l’alessandrino (-0,6%), mentre hanno subito flessioni più pesanti il Verbano Cusio Ossola (-3,4%) e Asti (-3,7%), territori nei quali la quasi totalità dei comparti ha evidenziato dinamiche negative della produzione nel periodo in esame.
Scendendo nel dettaglio dimensionale d’impresa, emerge come le performance meno brillanti, in termini di produzione, abbiano caratterizzato le micro imprese (0-9 addetti), che hanno subìto una contrazione dei livelli produttivi, rispetto allo stesso periodo del 2015, pari al 2,1%. Le piccole (10-49 addetti) e le medie imprese (50-249 addetti) hanno evidenziato una crescita dell’output di analoga entità, rispettivamente pari a +2,6% e +2,7%. L’incremento più sostenuto dei livelli produttivi ha caratterizzato, nel trimestre in esame, le grandi imprese (realtà con più di 249 addetti) che hanno realizzato una crescita del 7,9%.

Conferme positive sullo stato di salute del comparto manifatturiero piemontese arrivano anche dalla maggior parte degli altri indicatori. Gli ordinativi risultano pressochè stabili sul mercato interno (-0,1%), mentre registrano un incremento su quello estero (+4,7%).
Il periodo aprile-giugno ha evidenziato anche risultati moderatamente positivi per il fatturato: quello totale segna un +0,9%, mentre la componente estera si sviluppa dello 0,6%.
Il grado di utilizzo degli impianti si porta al 66,9% dal 63,1% del III trimestre 2015.

L’aumento dell’output ha interessato quasi tutti i principali comparti produttivi, trovando, ancora una volta, nei mezzi di trasporto il settore trainante. Le imprese del comparto hanno evidenziato, infatti, nel periodo luglio-settembre, la crescita più elevata dei livelli produttivi (+20,3%). Cresce più della media piemontese anche la produzione delle industrie elettriche ed elettroniche (+3,2%), mentre appare il risultato manifestato dalle industrie alimentari e delle bevande (+2,7%) è in linea con il dato regionale. Dinamiche positive hanno accompagnato anche le imprese del comparto dei metalli (+2,1%), quelle meccaniche (+1,7%) e della filiera tessile (+1,1%). Stabile il comparto della chimica gomma plastica (+0,0%) e quello del legno e del mobile (-0,1%), mentre risultano in flessione le altre industrie manifatturiere (-3,8%).
L’ottimo risultato messo a frutto dal comparto dei mezzi di trasporto è derivato soprattutto dalla forte crescita registrata dalla produzione di autoveicoli. Positivo anche il risultato espresso dalle imprese della componentistica autoveicolare, mentre una flessione dei livelli produttivi ha caratterizzato il comparto dell’aerospazio.

L’indagine ha coinvolto 1.233 imprese industriali piemontesi, per un numero complessivo di 93.159 addetti e un valore pari a circa 54 miliardi di euro di fatturato. “Questo – ha commento il Presidente di Unioncamere Piemonte, Ferruccio Dardanello – è il momento in cui, nonostante le difficoltà finanziare che coinvolgono gli enti pubblici, si dovrebbero continuare a mettere in campo politiche regionali e nazionali di sviluppo e crescita delle nostre imprese. E noi, come Sistema camerale piemontese, continueremo a farlo in attesa di conoscere, a breve, il testo definitivo del decreto legislativo di riforma delle Camere di commercio che, ad oggi, ci continua a lasciare perplessi e preoccupati per il futuro”.

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