Autore Redazione
lunedì
28 Novembre 2016
05:00
Condividi
Cronaca - Acqui Terme - Alessandria - Casale Monferrato - Novi Ligure - Ovada - Piemonte - Tortona - Valenza

In Piemonte torna l’incubo alluvione. Legambiente punta i riflettori sulla prevenzione

In Piemonte torna l’incubo alluvione. Legambiente punta i riflettori sulla prevenzione

PIEMONTE – Gli ultimi giorni di intense piogge hanno riportato il Piemonte a rivivere l’incubo dell’alluvione. Una situazione critica che secondo Legambiente è stata determinata non solo dai persistenti fenomeni meteorologici ma anche dagli “sforzi ancora inadeguati” dei sindaci sul fronte della prevenzione del rischio idrogeologico. Nella maggior parte dei casi, ha sottolineato il presidente Legambiente Piemonte Fabio Dovana, i primi cittadini sarebbero “inadempienti sia in termini di azioni per la prevenzione del rischio sia nella gestione delle emergenze”. In base ai dati raccolti nel dossier di Legambiente “Ecosistema Rischio” nella nostra regione in 1131 comuni su 1206 ci sono aree a rischio frana o alluvione, pari al 93% del totale, con punte del 99,2% nelle province di Cuneo e Asti. Più 87 mila piemontesi risiedono poi in aree a pericolosità idraulica elevata e più di 220 mila in aree a pericolosità media. Per legge, inoltre, le amministrazioni comunali hanno l’obbligo di adottare e aggiornare il piano d’emergenza ma ad oggi ci sono ancora 102 i comuni del Piemonte che non si sono mai dotati di un piano di emergenza e ben 310 che hanno piani non adeguati perché precedenti al 2004, anno in cui il Settore di Protezione Civile ha redatto un regolamento e relative linee guida per la programmazione e pianificazione dei piani di emergenza.

I Comuni – ha ricordato il presidente Legambiente Piemonte Fabio Dovana – hanno un ruolo determinante nelle scelte sulla pianificazione urbanistica, negli interventi di delocalizzazione di abitazioni e di altri fabbricati dalle aree a rischio, nell’adeguamento alle norme di salvaguardia dettate dalla pianificazione di bacino e la corretta manutenzione del territorio. Sono, quindi, soggetti strategici per una gestione del territorio che miri ad una reale mitigazione del rischio idrogeologico. Eppure ancora troppi Sindaci nella nostra regione sembrano non esserne consapevoli, nonostante siano chiamati ad aggiornare i propri piani urbanistici anche alla luce delle nuove mappe del rischio e dell’approvazione del Piano di gestione del Rischio Alluvioni da parte della Regione Piemonte e dell’Autorità di Bacino del Po. Ci auguriamo che nei prossimi mesi venga seguito l’esempio di quelle poche amministrazioni che con coraggio stanno rivedendo i propri piani urbanistici, riducendo le aree edificabili, e dando così in modo tangibile un contributo alla salvaguardia del suolo e alla sicurezza collettiva

Condividi