Autore Redazione
venerdì
24 Febbraio 2017
01:35
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Cronaca - Valenza

Marta si è “arresa”: il suo negozio chiuderà. E il figlio è pronto a lasciare Valenza

Dopo neanche un anno dall'apertura la scelta di chiudere il negozio in viale Santuario a Valenza.
Marta si è “arresa”: il suo negozio chiuderà. E il figlio è pronto a lasciare Valenza

VALENZA – Continua il nostro viaggio per raccontare la situazione di Valenza. Un percorso iniziato dopo le riflessioni di Cna sulle condizioni del Coinor. Gli artigiani avevano denunciato la desertificazione dell’area produttiva valenzana, soffermandosi anche sul panorama complessivo, in continua difficoltà  e non più relegabile al solo settore orafo. Tra gli ambiti soffocati dalla crisi infatti figura anche il piccolo commercio (nella città dell’oro come in tutta la provincia), alla ricerca di una una nuova identità e soprattutto in perenne lotta per garantirsi un presente un futuro dignitoso.

La prova arriva da una ormai imminente chiusura, quella del negozio “Gm” di Marta Mesiano. Il suo market si trova in viale Santuario. Davanti una fontana esuberante che racconta un passato lussureggiante e che cerca di coprire, con lo scroscio dell’acqua, il presente silenzioso o che, forse, ha poco da dire. Marta ha rilevato l’attività a maggio dell’anno scorso. Inizialmente le cose andavano abbastanza bene, poi il tempo ha eroso i già contenuti ricavi. Adesso ha preso la decisione: chiuderà quel negozio e molto probabilmente ne aprirà uno molto più piccolo, “solo con prodotti alimentari di qualità”. “Mi sono arresa – ha raccontato a Radio Gold. Nel senso che non voglio macchiare il nome dell’azienda. La voglio lasciare pulita e senza debiti”. (Continua dopo il banner)

Marta ha passato la vita tra lavoro e famiglia. Ha iniziato a lavorare a 15 anni, prima come ausiliare assistenziale, poi nel settore della logistica, infine ha deciso di mettersi in proprio. Il marito è un ambulante da sempre “e non voglio – ha spiegato – che continui a mettere i suoi soldi in questa attività”.

La porta del supermercato è aperta anche d’inverno, ma a parte il freddo non entra molto altro. “La verità, purtroppo, è che danno la possibilità ai colossi di crescere e non aiutano i piccoli, i cittadini. Qui ci sono troppi supermercati e anche se applichiamo prezzi a volte più convenienti la gente va al supermercato. Basterebbe che tutto il quartiere venisse qui a comprare per continuare con la nostra attività, invece noi registriamo all’incirca 60 clienti al giorno. La spesa media si aggira attorno ai 5 euro ciascuno e così la cosa non sta in piedi.”

“La città è troppo chiusa e la gente sta perdendo entusiasmo. Valenza ha bisogno di aiuti dalla politica. Se continua così la città è destinata a morire”
(Marta Mesiano)

Eppure abbiamo un ottimo rapporto con i nostri clienti, con alcuni siamo in grande confidenza, chiediamo come stanno. Addirittura – ha proseguito Marta – alcuni vanno a comprare il pesce al supermercato, un prodotto che noi non abbiamo, e poi vengono qui ad acquistare il resto, anche solo per fare due chiacchiere, oppure ci portano i biscotti”.

E proprio il rapporto diretto, umano e confidenziale è quell’elemento che si è perso per strada. I tempi sono cambiati e questo elemento non è più un valore aggiunto. A questo si unisce un altro aspetto, ha continuato Marta, e cioè che “la città è troppo chiusa e la gente sta perdendo entusiasmo”. Tutto questo, secondo la commerciante, si aggiunge a una città in cui il piccolo commercio è sempre più soffocato: “Valenza ha bisogno di qualcuno che rischi e anche e soprattutto di aiuti dalla politica. I piccoli commercianti dovrebbero essere agevolati dal punto di vista fiscale. Invece il dato di fatto è che se continua così la città è destinata a morire.”

Marta ha sei figli. Uno di loro, il più giovane dei maschi, Marco, ha 20 anni e il suo futuro lo immagina già lontano da Valenza. Aiuta il padre prima ancora che sorga il sole, poi va a scuola e al pomeriggio lo potete trovare nel negozio per dare una mano alla madre. La sera studia per il giorno dopo. “Voglio andare via da qui – ha spiegato. Qui aspettative non ce ne sono, e il rischio è di non avere dignità.”

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