PROVINCIA – L’improvviso calo delle temperature, accompagnato dal forte vento, ha causato gravi danni ai vigneti del territorio.

Come denunciato dalla Cia, Confederazione italiana agricoltori, la gelata di martedì notte in alcuni casi ha compromesso dalla metà alla totalità delle vigne degli imprenditori di acquese, gaviese e ovadese. Continua dopo il banner

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L’ondata di freddo, infatti, ha bruciato i germogli, in fiore nella fase più delicata della ripresa biologica dei sistemi.

“Ho quasi sessant’anni e non avevo mai visto i filari quasi completamente “bruciati”, con solo qualche tralcio verde” ha raccontato a Radio Gold Italo Danielli, titolare dell’azienda agricola La Valletta di Cremolino “nella notte tra martedì e mercoledì le temperature sono scese sotto lo zero e i germogli non hanno retto. Fosse successo un mese fa non avrebbe creato alcun problema. Ora invece una parte della produzione è compromessa.”

Danielli possiede due ettari e mezzo tra barbera e dolcetto, quasi un ettaro è stato danneggiato dalla gelata primaverile. “Il 50% è perso, ora è difficile che nascano nuovi germogli col grappolo. Ad avere la peggio sono stati i filari a fondo valle, dove c’è più umidità. Chi era più esposto alla tramontana come me è stato penalizzato. Ho parlato con altri imprenditori come me, a Rocca, a Gavi, a Tagliolo, a Castelletto, chi più chi meno tutti hanno avuto problemi.”

Anche diversi Comuni si sono subito attivati per chiedere lo stato di calamità alla Regione Piemonte per i danni alle colture. Posizione, ha precisato l’associazione agricola, che la Cia “sostiene a difesa dei redditi delle aziende colpite”.