ACQUI TERME – Il primo contatto con i rivenditori di vino, dolci e formaggi era sempre via mail. A volte utilizzando il suo vero nome, Massimo Bertolotti, ma più frequentemente sfruttando generalità inventate come Carlo Romano o Andrea Tavernaro, il 45enne acquese si spacciava per un imprenditore o un agente di commercio che doveva fare cesti o pacchi regalo.

Per rendere ancora più credibile il suo racconto e il suo ordine di prodotti alimentari, l’uomo allegava alla mail anche la visura camerale della ditta, esistente ma del tutto ignara che un truffatore stesse ordinando casse di vino o di prodotti dolciari per almeno 2000 euro. Merce che poi l’uomo riusciva a non pagare utilizzando assegni falsi, scoperti o in altri casi semplicemente contraffatti. Continua dopo il banner

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In base a quanto accertato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Acqui Terme, dalla fine del 2015 l’uomo avrebbe messo a segno con questo schema una quindicina di truffe a danno di produttori e rivenditori all’ingrosso di prodotti alimentari di tutta Italia. Tra i colpi, fruttati complessivamente 100 mila euro, anche il maxi ordine da 12 mila bottiglie di vino fatto a una ditta di Santo Stefano Belbo, mai riuscita a incassare il finto assegno da ben 50 mila euro. Un’ulteriore ventina sono però gli acquisti non pagati scoperti dai Carabinieri della Compagnia di Acqui per cui le vittime hanno deciso di non sporgere denuncia. Almeno altre 20, poi, le truffe tentate ma non andate a segno per la resistenza dei rivenditori di accettare pagamenti con assegno.
Una florida attività illecita, quindi, che l’acquese di 45 anni, residente a Visone, riusciva a portare avanti grazie ad alcuni “collaboratori”. Tre uomini, un 52enne di Alice Bel Colle, un alessandrino di 59 anni e un uomo di 37 anni di Incisa Scapaccino, che insieme a Bertolotti avevano messo in piedi un vero e proprio gruppo criminale specializzato nelle truffe” ha spiegato il Capitano Ferdinando Angeletti, Comandante della Compagnia Carabinieri di Acqui, affiancato dal Maresciallo Massimo Asinaro alla guida del Nucleo Operativo e Radiomobile.

In alcuni casi il compito dei tre era aiutare l’acquese nell’invio delle mail per agganciare le vittime, in altri era andare a ritirare le casse di vino, i dolci e i vari generi alimentari. Prodotti che i finti corrieri chiedevano sempre di portare in luoghi fuori mano dove poi consegnavano anche gli assegni circolari, falsificati talmente bene da riuscire, in un caso, a ingannare persino una banca.

Recuperata la merce, la banda portava poi vini e dolci in negozi compiacenti di Acqui e di Pinerolo. Proprio nel grande supermercato del comune torinese i militari hanno ad esempio recuperato i bancali di vino dell’azienda di Santo Stefano Belbo e anche alcuni quintali di caffè.

Portate avanti le indagini per circa un anno e mezzo, i militari hanno ora eseguito le misure cautelari emesse dal Gip di Alessandria: gli arresti domiciliari nei confronti di Massimo Bertolotti e l’obbligo di dimora  per l’uomo di 52 anni di Alice Bel Colle, l’alessandrino di 59 anni e il 37enne di Incisa Scapaccino. L’operazione rinominata “Bacco” ha inoltre portato alla denuncia di altre quattro persone, residenti tra Acqui e Pinerolo, anche loro ritenute parte di questo sodalizio criminale accusato di truffa, falso e ricettazione di prodotti alimentari.