VALENZA – Continua lo scontro a distanza tra l’assessore al commercioMassimo Barbadoro e la consigliera del Movimento 5 stelle a Valenza, Anna Maria Zanghi. Tutto è partito dopo le dichiarazioni polemiche dei grillini contro l’attuale amministrazione, perplessi per il ritenuto aumento della quota di partecipazione alla Fera del BunPat e per un percorso di discussione sulle iniziative legate al commercionon trasparenti“. Una polemica che divide anziché unire, ha ribattuto Barbadoro e che “semina odio“.

Anna Maria Zanghi però non accetta queste critiche: “Se accogliere il malcontento cittadino, chiedendo da forza di opposizione chiarezza e trasparenza, significa seminare odio, come afferma l’assessore Barbadoro,  direi che abbiamo due visioni opposte di come si fa politica. Chi pronuncia la parola “odio” deve essere consapevole della gravità di tale affermazione, soprattutto se incaricato di un compito così importante e carico di responsabilità.”

L’assessore ha invitato il Movimento 5 stelle a utilizzare l’arte della diplomazia per cercare di smussare i dissidi, ma su questo Anna Maria Zanghi ha evidenziato posizioni differenti: “Entrambi conosciamo bene la situazione dei commercianti, il mio impegno per costituire  un’associazione eletta democraticamente è noto a tutti. Ora mi si chiede, essendo informata dei fatti, di scendere a compromessi al ribasso per il bene comune. Sono la prima persona aperta al dialogo ma non posso far finta di non vedere che oggi vi è la stessa identica situazione di allora. Non ritengo corretto scaricare la responsabilità di ciò che non funziona sul Movimento 5 stelle, problematiche che esistevano e che ancora una volta sono venute fuori a causa di azioni non condivise dalla categoria, senza contare che il gruppo fa ciò per cui è stato votato. Nessuno di noi ha mai criticato il comitato, non conoscendone i dati in tema di riscontro oggettivo, anzi, se una parte di commercianti ha trovato uno spazio utile per collaborare direi che è lecito che lo utilizzi, la responsabilità non è loro. Si è chiesto di fare chiarezza ma evidentemente le risposte che aspettavamo si sono trasformate in un attacco politico, povero e infamante, che i commercianti stessi spero sapranno valutare senza condizionamenti in virtù di tutte energie che ho dedicato loro quando, senza risparmiarmi, mi prodigavo in nome della democrazia, non è cambiato nulla sono qui in altra veste a chiedere la stessa cosa”.