PROVINCIA – A chi ha fame non donare un pesce ma insegnagli a pescare. La frase di Confucio rispecchia il senso del patto che gli enti gestori dei servizi socio assistenziali della provincia hanno già sottoscritto con 250 famiglie povere del territorio, un numero destinato a salire fino a 320 unità. Si tratta del cosiddetto sostegno all’inclusione attiva: non solo una erogazione economica stanziata dall’Inps ma un vero e proprio percorso per favorire l’emersione dalla soglia di indigenza. Il supporto dei centri per l’impiego permetterà di reperire un posto di lavoro, le Asl e le Aziende Ospedaliere contribuiranno a risolvere eventuali problematiche di salute, mentre l’Agenzia Territoriale per la Casa, gli istituti scolastici e le associazioni di volontariato offriranno il loro contributo nei loro ambiti di competenza. Le famiglie sono costantemente monitorate: il contributo sarà sospeso in caso di mancato rispetto del patto di servizio.

Rispetto all’intera Regione Piemonte, solo in provincia di Alessandria gli enti gestori dei servizi socio assistenziali hanno deciso di unire le forze sotto un’unica regia, coordinata da Maria Grazia Morando, delegata di Palazzo Ghilini per le iniziative di politiche sociali e di pari opportunità, Continua dopo il banner

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La firma per la sottoscrizione del protocollo di intesa per il coordinamento di questa rete provinciale avrà luogo questo mercoledì mattina alle 10, all’istituto Volta di Alessandria.

Le più di 1200 famiglie che, in provincia hanno chiesto di usufruire del sostegno all’inclusione attiva sono state sottoposte a requisiti stringenti: un reddito Isee inferiore ai 3 mila euro annui e la presenza di almeno un figlio minorenne o diversamente abile.

Lo Stato ha stanziato, a livello nazionale, 400 milioni nel 2016 e altri 2 miliardi quest’anno, già inseriti nella legge di bilancio. A supporto di questi progetti in ogni centro per l’impiego italiano saranno inseriti uno o due nuovi addetti.

In tutti e quattro gli ambiti territoriali (Alessandria-Valenza, Novi Ligure-Tortona, Casale e Acqui Terme-Ovada) prevale di poco il numero di famiglie straniere.

Si tratta di una iniziativa importanti per gli obiettivi che si pone” ha sottolineato la presidente della Provincia di Alessandria Rita Rossai tavoli di lavoro e di raccordo tra enti, istituzioni e territorio sono necessari a fare rete tra i vari soggetti come è stato fatto. Le problematiche sociali, infatti, chiamano in causa campi diversi.

La novità del sostegno per l’inclusione attiva è che non viene prevista una erogazione economica” ha rimarcato Mauro Buzzi, presidente del Cissaca “è invece un percorso di riqualificazione professionale. Anche per noi addetti ai lavori si tratta di una metodologia di azione diversa.”