ALESSANDRIA – Dopo appena 35 minuti di partita, i tifosi dell’Alessandria in trasferta a Siena hanno capito che il viaggio di ritorno sarebbe stato interminabile. Niente a che vedere con quello d’andata, reso più dolce dalle buone notizie provenienti da Pistoia. Il terzo gol degli arancioni contro la diretta rivale Cremonese era stato infatti accolto da un vero e proprio boato, quasi come se avessero segnato i grigi. Una vittoria contro la Robur avrebbe significato la fuga a +7. Ma poi, all’Artemio Franchi di Siena, l’entusiasmo e la grinta del popolo grigio hanno avuto vita breve. Anzi, brevissima.

Dopo soli 180 secondi dal fischio d’inizio i bianconeri passano in vantaggio e al 34^ raddoppiano: la reazione grigia non si vede, mister Braglia viene espulso per proteste, l’Alessandria cambia il modulo e sostituisce alcune pedine, ma di pericoli creati solo qualche lontana ombra. Tanto fumo, niente arrosto. Continua dopo il banner

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“Rischiamo di buttare all’aria tutto, di nuovo”: questa la principale affermazione riecheggiata sul pullman organizzato da Orgoglio Grigio durante il ritorno. I fantasmi dei deludenti ultimi due finali di campionato sono tornati a farsi prepotentemente vivi davanti agli occhi di una tifoseria sempre più insofferente nei confronti di questo continuo saliscendi: una squadra che, in un modo o in un altro, in casa è imbattibile mentre in trasferta ha un ritmo da bassifondi della classifica.

C’è chi chiede a gran voce l’esonero di Braglia, chi un intervento deciso da parte della dirigenza, altri ancora vorrebbero ricevere spiegazioni sugli acquisti del mercato invernale, fino ad oggi utilizzati con il contagocce e per adesso ben lontani dall’essere un rafforzamento per una squadra tendente al calo già prima di gennaio.

“E se fossimo davvero Gonzalez-dipendenti?” un’altra domanda tra le più gettonate dopo che l’appannamento degli ultimi mesi è coinciso con quello progressivo del bomber argentino. Impossibile restare tranquilli di fronte a così tanti punti persi malamente.

A consolare (o forse a far arrabbiare ancora di più) i supporters è l’andamento delle inseguitrici in un campionato che sembra nessuno voglia chiudere, considerando anche le precedenti cadute verticali di Arezzo e Livorno.

Ma una squadra che ha dominato in lungo in largo per gran parte del campionato e che è prima in classifica dall’inizio della stagione non può e non deve affidarsi alle disgrazie altrui, specie se ha le capacità e i mezzi per meritarsi il primo posto con le proprie forze.

A patto però che non si scherzi troppo col fuoco.