ALESSANDRIA – E’ una storia che pare una goliardata (ed è molto altro) quella di Tittyshev, nome di fantasia legato ad un episodio unico nel mondo del calcio, ed è lo spunto dell’ultimo spettacolo di SET, il Festival Sport&Teatro alla Sala Ferrero del Teatro Comunale, sabato 18 marzo alle 21.

“Il grande Tittishev” della Compagnia Stregatti, scritto da Mauro Pescio, si ispira ad un fatto realmente accaduto. Nel 1994, durante una partita della squadra inglese West Ham, un tifoso accanito (Steve Davies) venne sfidato dall’allenatore (Harry Redknapp) a scendere in campo e a prendersi la responsabilità di giocare meglio dell’attaccante da lui criticato. Incredibilmente Davies segnò persino un gol e venne, su suggerimento improvvisato di Redknapp, presentato ufficialmente non con il suo nome, ma come il grande  (e inesistente) attaccante bulgaro Tittyshev. Nessuno osò ammettere di non conoscerlo e la beffa venne scoperta dopo anni, il che già è esilarante, in un mondo dove tutti pretendono di essere esperti. Continua dopo il banner

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Incontro durante le prove Gianluca Ghnò e Angelo Repetto, rispettivamente allenatore e tifoso, amici da sempre ed entrambi amanti dello sport, che parlano del loro lavoro con entusiasmo contagioso. Raccontano delle loro tante collaborazioni, fin dalla prima regia condivisa nel ’91, in uno spettacolo itinerante sui tarocchi, e della ricerca di un testo originale di tema sportivo adatto alla rassegna SET, cui lavorare ancora insieme. Si sono rivolti per questo a Mauro Pescio, coautore della trasmissione Pascal di Radio2, che raccoglie, tramite il rapporto con gli ascoltatori, storie particolari. “La condizione era una storia che parlasse di calcio, a due personaggi, con noi come interpreti e lui ha scritto questo testo che forse meritava attori migliori”, ridono.

Volevamo evitare i cliché del teatro di narrazione”, spiega Ghnò, descrivendo lo spettacolo composto di due parti. Nella prima i due protagonisti, ormai vecchi amici, si incontrano dopo anni, chiacchierano, si raccontano i fatti e il loro punto di vista, in una messa in scena che appunto evita i classici monologhi.  Nella seconda parte prende vita la partita, si intensifica il movimento e il ritmo diventa rapido e giocoso.

Un episodio che sa di burla diventa l’occasione di parlare di cambiamento e del volto sano dello sport.Il messaggio è che c’è sempre la possibilità di cambiare. Questa è la storia di un hooligan ubriacone che diventa una persona perbene, capisce che si può diventare qualcos’altro”, dice Repetto del suo personaggio e lo definisce, scherzando, se non esattamente calciatore, “un professionista del tifo da non sminuire”. “E’ un racconto di sport inteso come gioco”, aggiunge Ghnò,  “è importante vedere le cose dalla giusta prospettiva. Nel mondo esagerato del calcio, dove prevalgono denaro e polemiche, questa è una storia sana. Non si parla solo di calcio, ma anche di vita. L’allenatore ha avuto un’infanzia povera, entrambi provengono dalla working class inglese, entrambi hanno patito la politica della Thatcher, hanno una storia in comune che emerge per episodi”.

E’ uno spettacolo divertente, non comico, precisano gli interpreti, ma con un registro leggero e un’interazione giocosa con il pubblico.  E’ la prima volta che questa storia viene tradotta in teatro, sebbene i due protagonisti si siano incontrati in una nota trasmissione televisiva inglese e il caso sia diventato noto grazie ad uno scoop giornalistico parecchi anni dopo, nel 2013.  Mauro Pescio, ci tengono a dire Ghnò e Repetto, ha fatto un lavoro di ricerca molto accurato sia sulle personalità sia sul contesto storico e il risultato è una storia fresca, allegra e ricca di contenuto.

Ingresso € 5 – Info e Prenotazioni 331 4019616