PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Nelle campagne della provincia è sempre più alta la conta dei danni provocati dalla fauna selvatica. Verdura, mais, frutta e, soprattutto in questo periodo, l’uva attirano tanti cinghiali e caprioli. Assetata dalla siccità, la fauna selvatica questa estate è ancora più vorace.

Giorno dopo giorno aumenta così anche la pila di segnalazioni di danni sulle scrivanie di Confagricoltura Alessandria. Nei vigneti di Roberto Ghio, a Bosio, la fauna selvatica ha divorato buona parte del raccolto di uva Dolcetto. “Quattrocento quintali sono andati persi”, ha denunciato il titolare dell’omonima azienda vitivinicola di Bosio che dovrà forse rinunciare alla vendemmia per questa varietà di uva. “Ho tre etichette di Ovada DOCG e non so se riesco ad uscire almeno con una” ha commentato con amarezza. Continua dopo il banner

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I danni quest’estate sono stati particolarmente pesanti “il 60% in più rispetto alle due precedenti stagioni“, ha conteggiato Roberto Ghio. Non è andata meglio a chi coltiva mais che, ormai pronto per il raccolto, è stato divorato dai ghiotti cinghiali. Fagiani e corvi sono stati poi flagello dei frutteti della provincia.

La fauna selvatica, però, provoca danni durante tutto l’anno, ha sottolineato Paolo Castellano di Confagricoltura. Gli agricoltori, ha aggiunto, fanno il possibile per limitare i danni, ad esempio posizionando reti per tenere lontana la fauna selvatica e richiedendo dei piani di abbattimento controlli, che sono però possibili solo per i cinghiali. Fondamentale, per Confagricoltura, è quindi affrontare il tema dei risarcimenti dei danni. I tempi troppo lunghi in molti casi scoraggiano agricoltori che rinunciano  a presentare domanda. Per i risarcimenti è inoltre fissato un tetto massimo di 15.000 euro in tre anni.  

Confagricoltura, tramite la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha quindi presentato alla Comunità europea una documentazione in merito.  “A differenza degli altri Stati europei, la fauna selvatica in Italia è considerata proprietà indisponibile dello Stato e di conseguenza lo stesso si deve fare carico dei danni – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Alessandria Luca Brondelli – In sostanza, il contenuto di questa istanza evidenzia in modo estremamente chiaro chi è titolare del diritto di proprietà del bene ‘fauna selvatica’ e le modalità per la formazione dei fondi regionali finalizzati al ristoro dei danni subiti dai proprietari o conduttori dei fondi, ma anche che il conseguente intervento finanziario è effettuato a titolo di risarcimento o indennizzo da chi (Amministrazione pubblica) giuridicamente ha la responsabilità civile sulla fauna selvatica e di conseguenza l’onere di provvedere al risarcimento dei danni da essa arrecati. Ne consegue, quindi, che il risarcimento dei danni causati sull’intero territorio italiano da fauna selvatica non può trovare applicazione nella normativa europea disciplinante gli aiuti di stato provocando ingiustificate penalizzazioni a carico degli agricoltori italiani e ingiustificati vantaggi all’amministratore che non ha esercitato il proprio dovere di gestione e controllo”.