CRAVASCO – L’Osservatorio ambientale per il Terzo Valico, grazie ai sondaggi preliminari, ha rilevato la presenza di pietre verdi al fronte di scavo del cantiere di Cravasco ed è stata disposta l’immediata sospensione dei lavori.

“Si tratta di un risultato importante di tutela ambientale, fa sapere l’Osservatorio in una nota,  ottenuto grazie alla presenza direttamente sul Terzo Valico dell’Osservatorio Ambientale, recentemente spostato da Roma ad Alessandria, con l’obiettivo di essere fisicamente presenti sul territorio per migliorare il monitoraggio, prendere decisioni tempestive e reagire rapidamente alle criticità”.

Venerdì 22 settembre, nel cantiere ligure di Cravasco, grazie ad un apposito sondaggio esplorativo in avanzamento che aveva evidenziato la presenza della vena, è stata riscontrata la presenza di pietre verdi al fronte di scavo ed è stata disposta l’immediata sospensione dei lavori in attesa dell’esito delle analisi sul campione prelevato.

L’Osservatorio nella nota segnala che “Non sono stati riscontrati valori di fibre di amianto in ambienta di vita, ovvero fuori dal cantiere, superiori alla soglia consentita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di 1 fibra/litroIl rinvenimento di pietre verdi, continua la nota, non implica  la presenza di amianto nelle rocce né la presenza di amianto in aria in ambiente di vita ma, come previsto dal Protocollo amianto, comporta l’adozione di un livello di attenzione più elevato e l’attivazione di maggiori controlli. È quindi immediatamente prelevato un campione per verificare la presenza di amianto all’interno della roccia. Lo smarino scavato nell’ultimo tratto è stato confinato in una apposita vasca, è stato bagnato e coperto per evitare il pericolo di dispersione di polveri, secondo il Protocollo e sotto la supervisione del dipartimento provinciale di Genova di Arpa Liguria.

 

Nei primi giorni della settimana, conclude la nota dell’Osservatorio , verranno effettuati nuovi campionamenti da parte dei tecnici Arpal per determinare se c’è presenza di amianto nelle pietre verdi e valutare l’eventuale ripresa dello scavo, seguendo gli accorgimenti a tutela dell’ambiente e salute che saranno concordati con Asl e Arpal. Fino ad allora le operazioni di scavo resteranno sospese”.

In un comunicato il Cociv ha spiegato: “Da sempre la possibilità di incontrare pietre verdi è stata tenuta presente dagli addetti ai lavori del Cociv, General Contractor incaricato della progettazione e costruzione del Terzo Valico: il Consorzio ha pertanto dotato i cantieri dell’Opera di impianti all’avanguardia da approntare in caso di ritrovamento di pietre verdi che anche la Svizzera è venuta a studiare per l’eccellenza delle soluzioni utilizzate. Non c’è stato e non c’è alcun pericolo né per i lavoratori né per l’ambiente di vita, ha sottolineato il Consorzionei cantieri non si è mai superato il limite di legge e il monitoraggio si svolge 24 ore su 24. Inoltre il Consorzio effettua analisi ancor più restrittive rispetto a quanto richiesto dalla normativa e, nonostante i ripetuti esami, non si sono mai riscontrati valori che potessero mettere in pericolo il territorio, ma in primis le proprie maestranze. I lavori si sono fermati esclusivamente perché richiesto dalla procedure di sicurezza che tutelano in primo luogo gli operai che svolgendo attività il galleria sono i primi a cui si deve assicurare di poter lavorare in un ambiente idoneo. Lo scavo in presenza di pietre verdi, conclude la nota del Cociv , se effettuato con gli opportuni sistemi di controllo e di sicurezza, non comporta nulla di diverso rispetto alle normali attività e questo lo si effettua in varie parti del mondo dove si trovano formazioni geologiche in cui vi è la possibilità di incontrare questo materiale: Cociv, ad oggi, a livello ingegneristico, rappresenta, per questo particolare scavo, un’eccellenza italiana nel mondo“.