ALESSANDRIA – È di nuovo in carcere  il “cattivo ragazzo” Fioramante Caruso. Il 35enne di Serravalle era stato arrestato a inizio ottobre dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando provinciale nell’ambito dell’indagine condotta con la Procura di Alessandria e rinominata, appunto, Bad Guys”. L’uomo, considerato la “figura di spicco” tra le 15 persone finite in carcere o ai domiciliari, era poi tornato libero per un difetto di notifica del Tribunale del Riesame di Torino. Il mancato rispetto dei termini di legge per la comunicazione della data dell’udienza a uno dei due legali di Caruso, infatti, aveva annullato l’arresto di ottobre.

Nel merito” l’ordinanza di custodia cautelare è quindi rimasta“sempre in piedi”, ha precisato il Tenente Colonnello Giacomo Tessore alla guida del Nucleo Investigativo.  Ferme le contestazioni mosse a tutte le 15 persone coinvolte a vario titolo e per reati differenti nell’operazione “Bad Guys”, dovranno comunque chiarire la loro posizione anche le tre persone rimesse in libertà dopo gli interrogatori di garanzia: Maurizio Valdinazzi, uno dei due agenti della Polizia Municipale di Novi che era stato sottoposto ai domiciliari per il verbale “alleggerito” al ristorante un tempo proprio di Caruso e due delle tre “cattive ragazze” dell’inchiesta, accusate di aver sposato cittadini extracomunitari per garantire loro il permesso di soggiorno. Continua dopo il banner

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Come aggiunto dal Tenente Colonnello Tessore, affiancato dal Colonnello Enrico Scandone, Comandante Provinciale dell’Arma e dal Tenente Colonnello Giuseppe Di Fonzo alla guida del Reparto Operativo, anche Fioramante Caruso avrebbe potuto attendere il processo da uomo libero, per difendersi poi dall’accusa di aver usato intimidazioni e minacce per ottenere un personale tornaconto economico. Uscito dal carcere, il serravallese ha invece scelto una strada che ha convinto il Gip a riportarlo dietro le sbarre. Il “cattivo ragazzo” ha messo svariati chilometri tra lui e i Carabinieri del Nucleo Investigativo ma i militari sono comunque riusciti a seguirne le tracce fino in Francia. Proprio dal tranquillo luogo oltre confine l’uomo avrebbe poi cercato di riorganizzare i suoi affari e anche di “inquinare” le possibili testimonianze delle persone che avrebbero potuto convincere i giudici della validità delle accuse a suo carico. Azioni che hanno dato agli inquirenti i necessari elementi per rinnovare la richiesta di custodia cautelare e convincere il Gip ad adottare il provvedimento. Pronti anche ad attivare i colleghi d’Oltralpe, i Carabinieri non hanno neppure dovuto superare il confine nazionale per eseguire la nuova ordinanza. Tornato qualche giorno fa a Serravalle, Fioramante Caruso è stato bloccato martedì nel cortile della sua abitazione subito dopo un pranzo in famiglia. Accerchiato da tre pattuglie, il “cattivo ragazzo”, in auto insieme ad altri due volti noti alle Forze dell’ordine, non ha opposto resistenza. Sapevo che sareste venuti a prendermi” ha poi detto ai militari che hanno trovato una valigia pronta in casa. Un bagaglio che, secondo i Carabinieri, Caruso potrebbe invece aver preparato per fuggire ancora più lontano. Il “cattivo ragazzo”, infatti, stava per diventare formalmente un “latitante”. Da martedì è però di nuovo in carcere in forza dell’ordinanza adottata non solo per il pericolo di fuga e possibile inquinamento delle prove ma anche per la riconosciuta “pericolosità” sociale di Fioramante Caruso, per il Gip  già di per sé sufficiente a sostenere le “eccezionali esigenze cautelari” e quindi la nuova ordinanza.