Sono circa ventimila i vacanzieri che hanno scelto di trascorrere il ferragosto negli agriturismi piemontesi all’insegna della buona tavola e del relax all’aria aperta. Il dato, ha spiegato la Coldiretti del Piemonte, è emerso dalle indicazioni di “Terranostra – Agriturismo di Campagna Amica” e ha mostrato una sostanziale tenuta del settore rispetto allo scorso anno.

A far scegliere l’agriturismo rispetto alle altre forme di ristorazione – hanno evidenziato Roberto Moncalvo e Bruno Rivarossa, presidente e direttore di Coldiretti Piemonte – è certamente l’opportunità di conciliare la buona tavola con la possibilità di stare all’aria aperta, avvalendosi anche delle comodità e dei servizi offerti. Se la buona tavola è una delle ragioni principali per scegliere l’agriturismo, sono sempre più spesso offerti programmi ricreativi come l’equitazione, il tiro con l’arco, il trekking, ma non mancano attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici”.

I motivi della preferenza sono per una maggioranza del 30 per cento il buon rapporto prezzo/qualità, per il 23 per cento la garanzia di riposo e tranquillità e per il 21 per cento il contatto con la natura.

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Le informazioni viaggiano via internet attraverso il sito www.Terranostra.it e www.campagnaamica.it .Tra chi non si rivolge alla rete va ancora forte il passaparola o il consiglio di parenti e amici che viene seguito dal 32 per cento degli agrituristi mentre un buon 9 per cento lo sceglie quasi a caso sul posto.

Da un paio d’anni a questa parte – hanno concluso Stefania Grandinetti e Maria Chiara Bellino, presidente e segretaria di “Terranostra – Agriturismo di Campagna Amica” del Piemonte – evidenziamo un aumentato indice di gradimento degli agriturismi Piemontesi da parte di Svizzeri, per quanto concerne la zona dei laghi, di Tedeschi sulla Langa Astigiana e Cuneese, mentre le zone di confine delle Province di Torino e Cuneo continuano ad evidenziare una forte presenza di Francesi. Non mancano comunque gli Olandesi, i Belgi e gli Americani. Complessivamente, la percentuale degli esteri ha raggiunto negli agriturismi Piemontesi il 45 – 50%, a significare l’alto indice di gradimento delle strutture subalpine”.

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