Il popolo ‘No tav’ è pronto ad affrontare un autunno caldo e per questo ha organizzato una serata di informazione in vista dell’avvio dei lavori nei prossimi giorni. Alle 21, al Cinema Teatro Macallè di Castelceriolo in via Marsala 1/A, si terrà un’assemblea pubblica di confronto con gli abitanti della Fraschetta, di Spinetta, Cascinagrossa e Castelceriolo. Al centro della discussione la questione smarino, vale a dire lo scarto degli scavi. Il materiale, spiega il popolo ‘no tav’,  “conterrà alte percentuali di amianto, come ammesso anche dal tavolo tecnico della Regione Piemonte, e finirà in discarica o in centri autorizzati al riciclo di rifiuti inerti, in attesa che si decida quali saranno le cave autorizzate in via definitiva”. Il popolo No Tav teme ripercussioni per la popolazione considerato che “anche una sola fibra di amianto, minuscola e invisibile alla vista, se inalata, può
portare a malattie gravissime e mortali come l’asbestosi o il mesotelioma pleurico. Nonostante la tragedia dell’Eternit di Casale Monferrato, il Cociv (consorzio costruttore del Terzo Valico) e i politici che lo sostengono non vogliono rinunciare alla costruzione di un’opera inutile e nociva per la salute dei cittadini interessati dal progetto e per quelli dove sorgeranno le cave destinate ad ospitare lo smarino“.
L’assemblea pubblica cercherà di ottenere l’appoggio di altri cittadini “per obbligare l’amministrazione comunale di Alessandria a vietare che i camion contenenti lo smarino possano raggiungere la SAP (servizi ambientali piemontesi) di Spinetta Marengo“. Una situazione che ha già visto la presa di posizione dell’amministrazione. In un comunicato ha spiegato la propria intenzione di opporsi “alla decisione secondo la quale i materiali di scavo delle gallerie di servizio, i cui lavori inizieranno a breve, saranno destinati al sito di Spinetta Marengo” (l’intervento integrale del comune qui).