ALESSANDRIA – È stato lo stesso sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco a dare lo scorso anno il primo impulso, notando i quattro quadri durante una funzione religiosa quando non era ancora stato eletto primo cittadino. A breve scatterà il restauro dei dipinti della Cappella del Santissimo Crocifisso nella Cattedrale di Alessandria. Sarà la Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti a gestire i lavori, della durata di pochi mesi e finanziati dalla Consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali dell’Alessandrino, il tutto con la supervisione della Direzione Beni Culturali della Diocesi di Alessandria. L’auspicio è che il restauro possa consentire di risalire all’autore delle tele.

“C’è la possibilità che i dipinti, probabilmente originari della seconda parte del 1500, appartengano alla bottega artistica alessandrina dei Soleri” ha sottolineato lo stesso primo cittadino “Questa è una delle iniziative che, in occasione degli 850 anni della città, ci permettono di riscoprire Alessandria. Lo scorso anno notai in particolare una della quattro tele della cappella del Crocefisso, ovvero quella raffigurante l’Adorazione dei Magi, riconoscendo in essa qualche cosa che mi era familiare. Dopo poco, quella che era una semplice sensazione si è trasformata in una rivelazione, in quanto quel dipinto denotava puntuali riscontri stilistici e formali con il tema analogo raffigurato in un dipinto custodito nella Chiesa di San Francesco ad Acqui Terme: opera documentata di Raffaele Angelo Soleri, fratello del più famoso Giorgio. Da tale episodio deriva tutto il seguito: il confronto con Roberto Livraghi, l’interessamento della Consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali dell’Alessandrino, così come quello della Diocesi (Direzione Beni Culturali) e il diretto coinvolgimento del Reverendo Parroco del Duomo mons. Gianni Toriggia e l’intendimento di inserire l’ iniziativa nei programmi degli 850 anni di Alessandria.”

La condizione dei dipinti è stata definita in condizioni “mediocri” e quindi è probabile che il restauro termini già entro la fine del 2018.

“La Consulta alessandrina, in coerenza con i suoi scopi sociali e soprattutto con un’azione ventennale per la valorizzazione dei beni culturali alessandrini, aderisce in modo convinto a questo nuovo progetto di restauro con l’obiettivo di contribuire ad accrescere le conoscenze su un ambito artistico e pittorico che potrebbe rivelarsi di grande interesse” ha sottolineato Piergiacomo Guala, presidente della Consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali dell’Alessandrino.