ALESSANDRIA – Il 60% dei votanti ha detto di essere favorevole alla proposta di chiusura dei negozi la domenica. L’idea è del Governo e sta facendo discutere per le conseguenze non solo nelle consuetudini di ciascuno ma anche sul fronte economico. Nel campione di quasi 500 votanti (495) sulla pagina facebook di Radio Gold, hanno prevalso coloro che optano per le saracinesche abbassate nella giornata di domenica.

Nei commenti al sondaggio in molti hanno sottolineato l’importanza di una intera giornata dedicata alla famiglia. Come ha spiegato Antonello: “I nostri figli vanno a scuola da lunedì a venerdì , se i genitori lavorano sabato e domenica mi spiegate quando stanno insieme, direi meglio chiudere la domenica per stare un po’in famiglia !!!!!”. Anche se, sostiene Lorenza“ci sono genitori che ci fanno passare l’intera giornata anziché portarli a giocare all’aria aperta,che tristezza!”.

Poi c’è anche chi ha sottoposto il problema del tempo durante la settimana. È il caso di Donatello: “Io e mia moglie lavoriamo senza sosta tutta la settimana, fino alle sette compreso il sabato. Sono d’accordo per la chiusura ma è comunque snervante ogni volta fare la spesa in mezz’ora di corsa alla sera, sempre se non hai altri giri da fare (lavanderia, farmacia o altro) e il tempo diminuisce. Ci si organizza, per carità, ma i datori di lavoro dovrebbero capire che la gente ha anche una vita e magari non far lavorare la gente 50 ore e più a settimana e ‘ridurla’ a fare la spesa quando può, cioè la domenica.”

Non sono mancate tuttavia le voci in disaccordo con la maggioranza. Laura per esempio spiega: “Non condivido tutto questo affanno a chiudere i negozi alla domenica o nei festivi. Penso che ci siano altri problemi più seri su cui discutere e preoccuparsi perché se continua così non avremo il problema di fare la spesa alla domenica, ma neanche negli altri giorni.” Ada è nettamente favorevole alle aperture domenicali e lo dice sulla base della propria esperienza personale: “Quando tanti anni fa lavoravo nel bar dei miei genitori non avevamo nemmeno due ore di chiusura per pranzare insieme il giorno di Natale. Non c’erano giorni di riposo, ferie o altre feste. Perciò… aperti.”