ALESSANDRIA – A novembre, il 9, partirà il corso per mediatore interculturale che permetterà di acquistare competenze legali, antropologiche, psicologiche e sociali per svolgere con efficienza il ruolo di mediazione tra migranti e comunità locali. Il percorso è rivolto a cittadini stranieri residenti in Italia da almeno 2 anni, in possesso di requisiti specifici definiti dalla Regione Piemonte, ha una durata di 600 ore e si terrà nella sede dell’Associazione Cultura e Sviluppo in Piazza Fabrizio De Andrè 76, ad Alessandria. Il costo di iscrizione è di 2.200 euro + Iva. Per le iscrizioni c’è tempo fino al 15 ottobre.

Il ruolo del mediatore interculturale è utile nelle strutture e servizi sia pubblici che privati come centri di accoglienza, servizi socio-assistenziali, carceri, servizi sanitari (Asl, Ospedali e Consultori), scuole, oltre agli uffici pubblici sia statali che locali. Il corso cercherà di sviluppare negli allievi competenze di analisi dei bisogni, sia del contesto che dei singoli casi, e di capacità di progettazione e attuazione degli interventi. Particolare attenzione sarà riservata alla tematica delle pari opportunità e degli strumenti normativi e legali, utili all’integrazione dei migranti.

Dopo la frequenza obbligatoria e l’esame finale verrà rilasciato l’attestato di specializzazione di “Mediatore Interculturale” valido per l’inserimento lavorativo.

“Siamo contenti di arricchire mese dopo mese il nostro catalogo formativo – ha spiegato Giuseppe Giachino, Direttore di ‘Io volo‘, organizzatrice del corso  – e di offrire risposte qualificate al crescente bisogno di formazione. Per noi è importante promuovere una cultura sana del lavoro, puntando sul benessere della persona e delle sue personali e professionali”.
Il corso è nato grazie alla partnership sviluppata dall’agenzia formativa, con l’Associazione Cultura e Sviluppo e infatti, come dichiarato da Alessio Del Sarto, direttore dell’associazione “la mediazione interculturale dovrebbe essere, in quest’epoca e in un paese come il nostro, posizionato strategicamente in Europa e nel Mediterraneo, tema inserito in ogni programma di studi, dalle scuole superiori in su. In Italia non è così, quindi bisogna sostenere ogni iniziativa formativa finalizzata a creare “figure ponte” tra le culture, le usanze, le leggi e le lingue. Questo è il motivo di fondo per cui Acasl, l’Associazione Cultura e Sviluppo, fornisce a corsi come questo”.