ALESSANDRIA – L’Università del Piemonte orientale otterrà dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca 1,7 milioni di euro. Una somma più alta del 3,90% rispetto a quanto percepito nel 2017. La somma è relativa al Fondo di Funzionamento Ordinario e seppure la percentuale non appaia altissima in realtà si tratta di un ottimo risultato. In una situazione di contrazione generale infatti sono solo 23 gli atenei statali e non statali, che hanno visto aumentare la propria quota di fondi. L’Upo ha ottenuto l’incremento percentuale maggiore, passando dai 44,6 milioni del 2017 ai 46,3 che percepirà per il corrente anno.

L’ottimo risultato è arrivato grazie alla buona valutazione della ricerca svolta nei Dipartimenti: quelli di Medicina traslazionale e di Scienze della salute hanno ottenuto nei mesi scorsi la certificazione di eccellenza dal MIUR. A incidere sul risultato positivo anche le nuove assunzioni di personale ricercatore e la gestione del cosiddetto “costo standard” per studente: la nota che concorre maggiormente a questo risultato riguarda proprio la capacità dell’Ateneo di incrementare il numero di studenti e la quantità di iscritti “in corso, tenuto conto della tipologia di studi, delle dimensioni dell’ateneo e dei contesti economici, territoriali e infrastrutturali in cui opera l’università.

«Dopo una prima valutazione dei parametri forniti dal MIUR – commenta il rettore Cesare Emanuelnon possiamo che ritenerci estremamente soddisfatti di questa assegnazione, importante per garantire una nostra crescita ulteriore nel prossimo futuro. L’UPO costituisce una realtà in netta crescita e, considerando i dati fornitici dal MIUR, in controtendenza rispetto al dato nazionale e a quanto accade per gran parte degli altri atenei del nord-ovest. Nel nostro ventesimo anniversario l’incremento del FFO è un’ulteriore conferma di crescita e consolidamento della nostra realtà accademica, raggiunta grazie al concorso di impegno e dedizione di tutte le anime che la compongono.»
Le Università che hanno visto incrementata la loro quota di FFO sono, oltre all’UPO, quelle di Bergamo, Brescia, Catanzaro, Chieti e Pescara, Foggia, Insubria, Politecnica delle Marche, Milano, Modena e Reggio Emilia, Napoli Federico II, Napoli L’Orientale, Napoli Parthenope, Padova, Pisa, Salerno, Sannio, Torino, Tuscia, Venezia Ca’ Foscari, Sissa Trieste, IMT Lucca, Sant’Anna Pisa.