ACQUI TERME – È arrivata la “sperata buona notizia” per Chiara e Sara, le due donne che da Barcellona attendevano la trascrizione dell’atto di nascita del loro bambino, nato in Spagna poco più di un mese fa.

Come anticipato da demA Alessandria, che aveva ascoltato in videoconferenza e poi riportato la storia delle due donne, il Comune di Acqui Terme trascriverà l’atto di nascita del bambino. Dopo l’iniziale rifiuto verbale, dettato dalla difficoltà “tecnica” di affrontare per la prima volta un caso simile e non da ragioni “politiche”, aveva chiarito fin da subito il sindaco Lorenzo Lucchini, il Comune di Acqui Terme inserirà nella banca dati dell’Anagrafe il nome del figlio di Chiara e Sara con i cognomi di entrambe le madri.

Una decisione che crea “un importante precedente per tutte le altre famiglie che verranno” ha sottolineato demA Alessandria e che, soprattutto, risponde alla volontà di Chiara e Sara, da alcuni anni residenti e in Spagna e lì a tutti gli effetti sposate ed entrambe madri del bambino avuto con procreazione medica assistita.

Un risultato per il movimento frutto della mobilitazione” che demA Alessandria aveva fatto partire subito dopo aver ascoltato la storia delle due donne, unita “alla determinazione e alla pazienza della famiglia del bambino”. Insieme alla soddisfazione, demA Alessandria, infatti, ha rimarcato il disappunto per “gli intoppi burocratici che hanno dovuto affrontare le due donne e le loro famiglie, “ingiustificabili” per il movimento, alla luce delle sentenze sulla validità degli atti di trascrizione già espresse dalla Corte di Cassazione.  “Siamo stati accusati di strumentalizzare la vita delle persone, quando abbiamo solo chiesto che il sindaco Lorenzo Lucchini e la sua Giunta smettessero di temporeggiare su una questione così importante come il riconoscimento di una famiglia” ha puntualizzato demA, respingendo al mittente l’attacco arrivato dal primo cittadino di Acqui.

Aperto” rispetto alla trascrizione dell’atto di nascita, il sindaco Lorenzo Lucchini in queste settimane ha avuto “un’unica remora ha rimarcato a RadioGold. “Come ho spiegato anche ieri in Comune alla nonna del bambino, temevo che in caso di impugnativa da parte del Ministero il bambino potesse avere problemi”. Il sindaco, insieme al resto della Giunta e agli Uffici ha voluto approfondire e avuta la garanzia di non ledere i diritti del piccolo questo venerdì pomeriggio, ha confermato a RadioGold, trascriverà l’atto di nascita del figlio di Chiara e Sara. “In caso di impugnativa decadrebbe il diritto della seconda madre a comparire sul documento, ma non quello della prima madre. Io, comunque, trascriverò l’atto di nascita con la dicitura “madre 1” e “madre 2”. Il mondo sta cambiando e io non ho grosse preclusioni sul concetto di famiglia. Io ho avuto una madre che mi ha praticamente dovuto allevare da sola e se ne avessi potute avere due al mio fianco sarebbe stata tanta roba per me. Ben vengano, quindi, due madri. L’importante è che vogliano bene al bambino”.

In una successiva nota il sindaco Lucchini ha quindi aggiunto: “Con la trascrizione di questo atto di nascita di un bambino nato da una coppia omogenitoriale, voglio dare un segnale forte e importante, con la speranza di stimolare l’avvio di un processo che permetta di adeguare la normativa nazionale con l’evoluzione della reale situazione della società civile. Non è un gesto né coraggioso né storico, ma del tutto normale. È necessario, però, che questo riconoscimento avvenga anche da parte dello Stato, perché non può continuare a rimanere circoscritto nella discrezionalità dei Comuni. Dal punto di vista normativo esiste un vuoto che deve essere colmato al fine di garantire la piena tutela dei bambini nati da coppie omogenitoriali. Dove c’è amore, c’è un legame ricco e forte, che non può essere trascurato dalle istituzioni: deve essere curato e rispettato.

due mamme Chiara e Sara

Felicissime e sollevate” a Barcellona Chiara e Sara si godono ora “il momento di gioia” insieme al loro bambino. Siamo grate per il fatto che il Sindaco abbia dimostrato di voler mettere al primo posto il benessere e la tutela di nostro figlio e che abbia spianato il terreno per questo passo che oltre ad aiutare noi (sbloccando la burocrazia di cui eravamo ostaggio sia qui che in Italia), dà fiducia anche a coloro che in futuro dovessero trovarsi nella nostra stessa situazione. Le famiglie arcobaleno non sono realtà isolate: avere istituzioni locali che dimostrano coscienza e vicinanza ci rincuora e dà la forza che potrebbe essere necessaria anche nel caso in cui lo Stato dovesse decidere di mettersi di traverso, in futuro. Per ora ci godiamo questo momento di gioia e ringraziamo ancora il Comune”.