Autore Redazione
giovedì
13 Dicembre 2018
01:59
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Cronaca - Acqui Terme - Alessandria - Casale Monferrato - Ovada - Tortona - Valenza

I giovani, la trap-music, e “gli adulti che puntano il dito”

Viaggio tra i giovani della provincia di Alessandria dopo la tragedia di Corinaldo
I giovani, la trap-music, e “gli adulti che puntano il dito”

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Il dramma che si è consumato a Corinaldo ha scosso tutti e aperto una ampia discussione sulla sicurezza nei locali, sugli eventi live ma anche sui messaggi contenuti nella musica ascoltata dai giovani. Radio Gold ha così deciso di sentire proprio i ragazzi, per dare loro voce e offrire anche un’altra lettura del mondo dei giovani perché, come ha spiegato Giovanni, 16 anni, di San Salvatorepotevamo esserci anche noi lì. Come tutti i ragazzi di 16 anni mi piace ogni tanto andare in discoteca a ballare e a divertirmi con i miei amici, e ci sono anche delle ‘serate’ in cui sono stati invitati personaggi famosi”. “Capita spesso – prosegue Giovanni – che le discoteche siano sovraffollate, nonostante la maggior parte di esse per farti entrare chieda una prevendita, senza la quale in teoria non si potrebbe entrare. La cosa che mi fa ancora più arrabbiare è che ci sia voluta una tragedia perché qualcuno iniziasse a farsi 2 domande a riguardo.”

Secondo Aurora, 16 anni, di Gabiano, l’errore è stato “invitare Sfera in un locale così piccolo. Sfera è un artista praticamente di serie A, di conseguenza è un artista da palazzetti, non
da discoteche . Quindi non si può pretendere che non ci sia gente, in più costa migliaia di euro a serata e gli organizzatori dovranno pur guadagnarci qualcosa.” Sbagliato inoltre, secondo Aurora, dare la colpa dell’accaduto ai controlli: “Non possiamo nemmeno pretendere che in una discoteca così piccola ci siano controlli così maniacali come in un palazzetto, quindi prima o poi sarebbe dovuto capitare.”

Di sicuro secondo Aurora non si possono demonizzare i testi di Sfera o la trap: “queste canzoni esistono da tanti anni e nessuno lo ha mai messo in evidenza“. Una posizione condivisa anche da Martino, che non ama il cantante e la trap in generale, convinto tuttavia che incolpare il cantante sia inutile. “Non è possibile – sostiene Martino – che al giorno d’oggi ci siano le uscite di sicurezza chiuse durante un evento e che della gente abbia la possibilità di entrare con lo spray al peperoncino in un locale. Il fatto che le entrate non siano controllate in maniera ottimale ci deve fare riflettere ed è un ulteriore conferma che in Italia per il dio denaro si è disposti a sacrificare la vita di 6 persone innocenti.

Alessandro, 17 anni, di Murisengo, condanna invece la caccia al “capro espiatorio che metta tutti d’accordo e in pace. Per alcuni è Sfera Ebbasta, l’artista che secondo molti incita alla violenza il suo giovane pubblico con i suoi testi, eppure la disgrazia è successa in una serata strutturata esattamente come quella di ogni altro trapper. Le ragioni dell’accaduto andrebbero cercate nel fatto che in Italia ci sono moltissime, forse troppe regole, ma pochi mezzi per farle rispettare, e non ce la si può certamente prendere solo con quel locale, che per quanto colpevole, a causa della gestione delle uscite di sicurezza e del numero di persone entrato superiore al limite massimo, resta un piccolo pesce in un immenso oceano“.

L’accanimento nei confronti di Sfera è ingiusto e sbagliato anche secondo Alessandro, 17 anni, di Casale. “Non ha senso accanirsi contro quel cantante, lui forse tra tutti è quello con meno colpe. La colpa è del pazzo che ha usato lo spray al peperoncino in primis, e anche della discoteca che ha ospitato l’evento noncurante del numero di giovani e non presenti“. E sono ingiuste anche, secondo Alice, 16 anni, di Santa Maria del Tempio, le accuse al tipo di musica che i giovani ascoltano: “La musica non ha colpa. La musica aiuta le persone a stare meglio, la musica non uccide. Ai concerti e nelle discoteche si va per divertirsi, è inconcepibile che si possa perdere la vita per il totale menefreghismo di chi gestisce gli eventi“. Un appunto abbracciato anche da Caterina arrabbiata con i giornalisti colpevoli di aver “osato pensare che la musica porti ad una tragedia del genere. Il trap ormai è parte delle nostre playlist, dei nostri discorsi e delle nostre vite… non c’è nulla di sbagliato nell’ascoltare storie di canne, droga, sciroppo ecc….anzi, per quanto mi riguarda quei testi mi fanno capire ancora di più che devo starci alla larga! Spero veramente che da questo avvenimento ci si possa rialzare, che ci si senta sicuri quando si decide di entrare in un locale per divertirsi, che si possa ricordare nel migliore dei modi un concerto (e non con dei morti), che anche gli adulti inizino a crescere senza puntare il dito verso chiunque e che riescano a capirci!

Photo by Sarthak Navjivan on Unsplash

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