PIEMONTE – Il recente incidente sulla A1 che ha causato la morte di un automobilista e il ferimento di dieci persone ha riacceso la discussione sulla presenza sempre più pericolosa degli animali selvatici lungo le strade anche in Piemonte. Da tempo gli agricoltori lamentano un numero sempre più alto di cinghiali e ungulati in genere con i danni continui alle coltivazione ma anche il rischio per gli automobilisti. Una “escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti” che, secondo Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, Delegato confederale, sta causando “purtroppo anche vittime, il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali presenti in Italia che ha superato abbondantemente il milione, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città”.

Nemmeno il Piemonte “è immune, per questo, dopo che la Giunta regionale ha approvato, nei giorni scorsi, il provvedimento che dà il via alle norme per attivare interventi riguardanti la prevenzione ed il controllo dei cinghiali, è urgente che le province e Città metropolitana si attivino per rendere operative tali misure. Purtroppo in Piemonte sono sempre più frequenti casi di cinghiali che giungono anche nelle città e i danni reali  provocati dai selvatici sono inestimabili. La tutela dell’ambiente non deve farci dimenticare la sicurezza stradale per questo non devono più esserci impedimenti ad intervenire in modo concreto, senza intralci amministrativi”.