NOVI LIGURE – L’inquinamento dei pozzi della “Serenella” a Novi Ligure “non è imputabile ai lavori per la realizzazione del Terzo Valico”. In una nota ufficiale, Arpa ha escluso una possibile interferenza tra l’attività del cantiere in località Pieve e la falda da cui i tre pozzi nella proprietà della casa di riposo novese drenano acqua destinata all’uso irriguo.

Dallo scorso 30 gennaio il Comune di Novi ha vietato l’utilizzo dei tre pozzi, che venivano utilizzati per innaffiare e non sono allacciati all’acquedotto comunale, per la presenza di solventi clorurati con una concentrazione risultata “centinaia di volte superiore ai limiti” consentiti dalle norme. L’inquinamento era stato riscontrato analizzando i dati raccolti durante il monitoraggio dell’attività del Terzo Valico ma, ha precisato Arpa, “non è imputabile” alle attività di cantiere per la posizione dei tre pozzi rispetto alla falda drenante delle acque della valle dello Scrivia e quella dove stanno operando gli operai. Sulla scorta dei dati ottenuti e dell’analisi delle serie storiche in possesso del Dipartimento Sud Est, Arpa ha quindi avviato una campagna d’indagine delle acque sotterranee nell’area a monte delle abitazioni dove è stato riscontrato l’inquinamento e appena saranno disponibili, ha garantito nella nota, divulgherà i dati raccolti.