simone dispensa
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NOVI LIGURE – Simone Dispensa aveva studiato lingue al Liceo Amaldi di Novi Ligure, in quella classe che era diventata un esempio di altruismo agli occhi di tutto il Paese vaccinandosi contro l’influenza per proteggerlo da infezioni.

Dopo il diploma, però, Simone avrebbe voluto diventare un biologo e specializzarsi nella ricerca sull’osteosarcoma, il raro tumore alle ossa che l’aveva colpito quando aveva solo 16 anni.

Un sogno che mamma Katia e papà Davide hanno deciso di portare avanti tramite l’associazione I.S.C.O..Presentata ufficialmente al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, la onlus “Insieme per Simone Contro l’Osteosarcoma” raccoglierà fondi per la ricerca e per sostenere i ragazzi che, ancora minorenni, vengono colpiti dal raro e aggressivo tumore che a settembre del 2018 ha spento la giovane vita di Simone, a un mese dal suo 19° compleanno.

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Simone, ha raccontato papà Davide, “non si è mai sentito ammalato e ha avuto la fortuna di avere accanto insegnanti, compagni di classe e una compagnia di amici che non l’hanno mai lasciato solo a casa. Solo all’ultimo si è dovuto arrendere al dolore di una malattia che aggredisce velocemente il corpo ma “ha sempre combattuto con il sorriso”. “Nell’ultimo periodo ci ripeteva sempre che aveva vissuto bene, che eravamo riusciti a fargli vivere appieno la sua vita, ma quello era il suo destino”. Un “destino” che è difficile da accettare, ancor di più se si deve combattere contro una patologia rara per la quale si registrano, in media, 100 nuovi casi all’anno in Italia. Il rischio, ha raccontato Davide, è di essere “sballottati” da un ospedale all’altro e non sapere cosa fare.

Lui e sua moglie Katia hanno avuto la fortuna di essere subito indirizzati all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bolognae lì si è aperto un mondo”. I genitori di Simone si sono confrontati con altre famiglie che stavano combattendo la loro stessa battaglia contro l’osteosarcoma e ora hanno deciso di condividere la loro esperienza con altri. “L’istinto di un genitore è di proteggere un figlio, magari di non farlo uscire per non aggravare la sua situazione. È importante, però, non farsi sopraffare dalla paura. Simone, con il suo sorriso, ci ha aiutato a capire che era un ragazzo e non un malato. Ogni due settimane andavamo a Bologna per la terapia ma il giorno dopo lui tornava in classe e grazie al gesto dei suoi compagni è riuscito a frequentare praticamente tutto l’ultimo anno di scuola“.

Tramite l’associazione “Insieme per Simone contro l’osteosarcoma”, papà Davide e mamma Katia ora sperano di raccogliere fondi sufficienti per la ricerca “un modo per tenere vivo il ricordo di Simone e il suo sogno di studiare la malattia“. I genitori di Simone contano nella generosità delle persone anche per garantire eventuali spostamenti dei ragazzi per le terapie e per affiancare tutor che li aiutino a non rimanere indietro con compiti e lezioni durante il percorso terapeutico. L’associazione vuole poi parlare a tutti i ragazzi, per sensibilizzarli su prevenzione e corretti stili di vita.Abbiamo tante idee. Siamo appena partiti ma ci siamo già attivati per aprire un sito internet e speriamo di reclutare tanti volontari, da autisti che possano portare i ragazzi alle visite, a insegnanti o studenti disponili a dare ripetizioni“.

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È già attivo, intanto, il conto corrente per le generose donazioni dei cittadini che, ha precisato Davide Dispensa, possono scegliere se destinare i fondi alla ricerca o alle attività dell’associazione (I.S.C.O. Insieme per Simone contro l’osteosarcoma Iban: IT94D0200848420000105533263 Causale: Elargizione liberale nome e cognome, oppure specificare “per ricerca”).