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ALESSANDRIA – Ripensare la gestione idrica attraverso la società consortile costituita da Amag Reti Idriche e Gestione Acqua, operativa entro il 2021. Questo l’obiettivo dell’azienda che intende investire 210 milioni a partire da ora e fino al 2034 per arrivare a un sistema di rete unico, moderno ed efficiente.

Il punto di partenza risale al 2017, ha spiegato l’amministratore delegato del Gruppo Amag, Mauro Bressan. In quell’anno la provincia conobbe un pesante periodo di siccità “con interi centri abitati a lungo riforniti con autobotti: 500 mila euro di forniture straordinarie di acqua, e purtroppo anche la perdita di una vita umana, in un incidente occorso ad uno degli addetti impegnati nelle operazioni“. Quell’anno ha impartito una grande lezione ed è da lì che l’azienda è ripartita “mettendo a punto un progetto di ammodernamento delle infrastrutture, e di razionalizzazione della gestione, che ci consentiranno, nel giro di pochi anni, di mettere davvero in sicurezza il sistema di approvvigionamento idrico dell’Alessandrino, renderlo al contempo più ‘economico’, efficace ed efficiente”.

Un’efficienza che potrà contare su un primo passaggio: la società consortile costituita da Amag Reti Idriche e Gestione Acqua. Una figura che dovrà divenire operativa entro il 2021 e che assisterà 120 comuni in tutto. “Questo significherà arrivare, all’interno dell’Ente di Governo d’Ambito Territoriale Ottimale Egato 6 (presieduto dal presidente della Provincia di Alessandria, Lorenzo Baldi), ad un unico gestore, che avrà il compito di erogare il servizio, gestire la tariffa e coordinare tutti gli investimenti. Stiamo parlando di circa 210 milioni di euro da qui al 2034, per arrivare ad un unico ‘sistema di rete’, moderno ed efficiente, capace di ‘modulare’ sia la distribuzione che il ‘recupero’ dell’acqua, e anche di interagire con l’esterno, regolando gli interscambi con altri soggetti operativi in Piemonte”.

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Tra i primi progetti Bressan individua una definizione suggestiva, quella dell’autostrada dell’acqua. “Oggi – spiega – esiste un sistema di condutture estremamente disomogeneo, non per colpa di qualcuno, ma perché il sistema di gestione territoriale tramite ‘municipalizzate’ha fatto sì che ognuno abbia sempre guardato soltanto al proprio piccolo particolare interesse del momento, senza una visione unitaria, e di prospettiva. Siamo, sul fronte della distribuzione dell’acqua, al punto in cui era il sistema viario italiano negli anni Cinquanta: con tante strade locali, spesso disomogenee, spesso mal o per nulla collegate fra loro. Si tratta oggi di progettare e realizzare un vero e proprio sistema autostradale: le autostrade dell’acqua!”.

Contemporaneamente occorrerà lavorare per ridurre al minimo lo spreco dell’oro azzurro. Sebbene le perdite nel settore idrico rappresentino la ‘normalità’ complessivamente, in media, in Amag toccano il 27% del flusso. La situazione varia a seconda delle località con perdite contenute ad Alessandria ma più evidenti in provincia e oggi oggetto di analisi anche con “mappature complete grazie a rilevamenti satellitari”.

“Quel che è certo, però – rileva Bressan – è che nell’alessandrino, in Fraschetta in particolare, abbiamo una delle falde più ricche d’acqua di tutto il Piemonte, e d’Italia: 30 milioni di metri cubi d’acqua. Non a caso realtà industriali come Michelin e Solvay si sono insediate qui, e tra l’altro consumano una quantità d’acqua pari a tutti i rubinetti privati della provincia di Alessandria”.
L’acqua deve essere considerata un bene prezioso da gestire quindi con nuovi criteri. In questo senso “in pochi anni sarà creato un sistema di ‘interconnessioni’ capaci di connettere
tutti i comuni dell’Ambito Egato6, ma anche di dialogare con altre falde piemontesi, dalla Langa Astigiana al Cuneese”.

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La modernizzazione naturalmente ha un costo già pianificato. “Proprio in questi giorni – spiega l’amministratore delegato di Amag – Regione Piemonte, Provincia di Alessandria e l’Egato6, l’ente regolatore del servizio idrico integrato locale, hanno sottoscritto un protocollo di intesa con lo scopo di condividere le azioni necessarie a mettere in sicurezza il sistema di approvvigionamento idrico nell’Alessandrino. Grazie al lavoro sinergico di Egato6, Provincia, Comuni e Regione Piemonte si era giunti nel corso del 2018 al riconoscimento dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri, e all’ottenimento di 77 milioni per la copertura dei costi eccezionali sostenuti dai gestori per garantire il servizio nell’emergenza e per il co-finanziamento dei primi interventi ritenuti prioritari per la messa in sicurezza del sistema. Tra questi l’interconnessione della valle Bormida al campo pozzi di Predosa, la realizzazione di un nuovo bacino di accumulo in località Bric Berton per Ponzone e comuni limitrofi, il potenziamento del sistema di approvvigionamento e potabilizzazione del comune di Novi Ligure, nonché una serie di interventi di ottimizzazione per un totale di oltre 11 milioni di euro complessivi. Il piano di interventi predisposto di intesa con i gestori del Sistema Idrico integrato prevede ulteriori interventi di interconnessione tra i principali punti di approvvigionamento idrico presenti sul territorio diversificando le fonti di alimentazione e permettendo anche in casi scarsità di risorsa di rifornire i principali centri della provincia nonché l’ottimizzazione delle reti e degli impianti esistenti. Gli interventi previsti sono già ricompresi nel piano degli investimenti che i gestori dovranno realizzare da qui al 2034, data di scadenza dell’attuale affidamento. L’eventuale ottenimento di ulteriori finanziamenti pubblici permetterà di realizzare gli interventi in tempi più rapidi riducendo nel contempo l’impatto a livello di costi a carico del servizio. In ogni caso, altri 72 milioni di euro saranno investiti nei prossimi anni (sono una parte dei 210 complessivi previsti fino al 2034), finanziati interamente tramite la tariffa: ma l’aumento a carico dell’utente finale sarà minimo, non più del 2%: davvero poca cosa, in rapporto al salto di qualità nell’erogazione del servizio, e nella copertura capillare del territorio, a cui si sta lavorando”.

Photo by Luis Tosta on Unsplash