adv-348

RADIO GOLD – Avviamo da questa settimana la rubrica, curata dalla psicologa psicoterapeuta Sara Cappelletti, sulla cura della persona. Ogni lunedì svilupperemo tematiche sulla psicologia, sul corretto approccio alla vita, sui disagi maggiori nel quotidiano di ciascuno di noi e il modo migliore per affrontarli. I focus di Sara Cappelletti permetteranno un primo approccio per cambiare atteggiamento nei confronti della psicologia e vincere la diffidenza verso una categoria che assume un valore sempre più forte nella complessa società in cui viviamo. Per questa ragione, con Sara Cappelletti, partiamo oggi dalla figura dello psicologo per smontare i falsi miti che ammantano questa figura così preziosa.

Lo psicologo tra realtà e falsi miti
Quando parlo della mia professione, del lavoro che ho la fortuna di svolgere, noto spesso negli interlocutori una certa curiosità. E in alcuni casi anche una certa diffidenza.
Lo psicologo è vittima (come anche accade per molte professioni) di alcuni stereotipi. Il primo in cui mi imbatto spesso è la convinzione che lo psicologo “legga la mente” di chi si trova di fronte, o che “voglia analizzare” tutti coloro con cui parla.
Altro grande cliché è che lo psicologo sia per i “matti”. In un ragionamento tutto/nulla, o sono normale e non mi serve lo psicologo, o sono matto e ci devo andare.  E così c’è chi non vuole assolutamente fa sapere che frequenta uno studio psicologico o chi ci va ma più lontano possibile, in un’altra città, pur di non essere visto.
Frequente poi è l’idea che i problemi vadano risolti da soli, perché se una persona è forte non ha bisogno di aiuto. E quindi andare dallo psicologo equivale ed ammettere di essere un debole.
Commento usuale è quello per cui la persona o la situazione non è “così grave” da aver bisogno di uno psicologo.
E in aggiunta poi, in fondo, lo psicologo cosa fa? Fa solo parlare. Parlando cosa può cambiare nel mio problema? E per tanto così posso sfogarmi con un amico o familiare che mi ascolta volentieri.
Lo psicologo psicoterapeuta in realtà è una persona che ha studiato i modelli di funzionamento della mente. Ha acquisito le competenze, gli strumenti e le strategie terapeutiche per aiutare le persone ad individuare il problema, e accompagnarle nel cambiamento che desiderano per loro stessi. Utilizza tecniche e terapie specifiche, e scientificamente dimostrate come efficaci. Nel pieno rispetto dell’autonomia e delle scelte delle persone.
È sano e giusto cercare di risolvere le proprie difficoltà da soli, ma se i tentativi che si fanno falliscono, è un atto di coraggio e non di debolezza il fatto di non arrendersi, ma di chiedere un aiuto.
Tanto più che lo psicologo è un aiuto qualificato che può favorire una risoluzione più rapida del problema, ma solo la persona è l’attiva artefice del cambiamento e della risoluzione del proprio disagio.
Ed è per questo che non è necessario essere un “caso grave” per rivolgersi allo psicologo, anzi molte persone vi si recano per disagi circoscritti (momenti di difficoltà emotiva; desiderio di migliorarsi o di capire meglio le proprie dinamiche), ed esattamente come faremmo andando dal medico, o dal dentista, o da qualsiasi professionista della salute, la cosa migliore è recarvisi alle prime avvisaglie di malessere. Senza aspettare che il problema si sia esteso, sia peggiorato.

Per una favorire una “guarigione” più rapida.

Sara Cappelletti
Psicologa e Psicoterapeuta
Orientamento cognitivo comportamentale
Via Messina 23 Alessandria
Tel. 338 9892040
[email protected]
www.psicologia-alessandria.it/disturbi-dansia/

Pregiudizi psicologo