Polizia stradale

OVADA – La Polizia Stradale di Ovada ha arrestato per furto pluriaggravato e continuato un 46enne. L’uomo è stato sorpreso a trafugare del gasolio dai mezzi di una ditta di escavazioni della provincia di Alessandria. A denunciare il fatto agli agenti della Stradale era stato lo stesso titolare della azienda che, già colpito nelle notti precedenti da episodi simili, aveva fatto installare una rete di occhi elettronici. Circa 2 mila i litri di carburante portati via. 

Il cantiere di lavoro si trovava tra i comuni di Prasco e Acqui per il ripristino della linea ferroviaria. Nella visione dei filmati gli agenti hanno notato una persona che, dopo la chiusura del cantiere, si avvicinava ai mezzi con un tubo di gomma e delle taniche di plastica. Per questo gli uomini dell’ufficio della Polizia Giudiziaria della Sottosezione Polizia Stradale di Ovada, coordinati dal Comandante del Reparto, il Sostituto Commissario Coordinatore Paolo Polverini, hanno deciso di appostarsi per cercare di cogliere l’uomo in flagranza.

Una volta scattato un altro alert del sistema di videosorveglianza gli agenti hanno subito controllato tutti i mezzi parcheggiati e, vicino a uno di questi, è stato notata una persona mentre rubava il carburante. Notata la Polizia l’uomo è scappato, prima verso la verso ferrovia e poi verso i boschi, facendo perdere le proprie tracce.

Dopo circa due ore di ricerche nei boschi e lungo la strada 456 del Turchino, gli investigatori hanno raggiunto un’abitazione poco distante dall’ingresso del cantiere, dove hanno riconosciuto L.M., già con vari precedenti specifici di Polizia per delitti contro il patrimonio.

Dalla successiva perquisizione dell’abitazione sono stati trovate nel garage delle taniche che odoravano di gasolio, dei tubi di gomma e soprattutto lo stesso giubbotto senza maniche con una scritta evidente dietro la schiena che era stato notato addosso alla persona responsabile dei furti dei giorni precedenti.

Per il 46enne sono così scattate le manette e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Alessandria, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Dopo il processo per direttissima, due giorni dopo, è arrivata la condanna a un anno e due mesi di reclusione e 600 euro di multa, con sospensione condizionale della pena.