Prof palermitana
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ALESSANDRIA – Anche i sindacati scuola di Alessandria si fanno sentire sul caso dell’inesgnante palermitana sospesa per due settimane dall’ufficio scolastico provinciale perché non avrebbe “vigilato” sul lavoro di alcuni suoi studenti di 14 anni. I ragazzi, in occasione della Giornata della memoria avevano accostato il decreto sicurezza di Salvini alla promulgazione delle leggi razziali del 1938.

Le sigle sindacali alessandrine, Cgil, Cisl, Uil, Snapseed e Gilda Unams, hanno definito la sospensioneprofondamente ingiusta e sbagliata. Una decisione del tutto inopportuna che chiediamo sia immediatamente ritirata. Tale vicenda a nostro avviso è indice di un clima inasprito in cui il diritto di critica viene sistematicamente violato”.

“Colpisce – continuano i sindacati – la solerzia dell’Amministrazione nel procedere contro una docente “colpevole” di aver interpretato il proprio ruolo professionale per promuovere cultura, spirito di iniziativa, pensiero critico e senso civico, secondo il compito che la Costituzione affida alla scuola pubblica. Non è certo con il ricorso a misure di tipo censorio che si può aiutare a vedere anche i limiti e i rischi di superficialità di approcci e analisi che, se ritenuti discutibili, andrebbero appunto discussi e non fatti oggetto di un provvedimento disciplinare.”

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Le parti sociali non accettano che passi “anche solo l’idea che sia illegittimo esprimere preoccupazione per scelte politiche e provvedimenti di legge, oggetto ogni giorno di un serrato confronto di opinioni in cui non mancano certo manifestazioni, spesso anche molto autorevoli, di inquietudine per atteggiamenti riscontrabili in ambito interno e internazionale su temi che richiamano principi fondamentali di convivenza fra i popoli e le persone.”

La scuola, precisano i sindacati, deve portare gli studenti a una corretta elaborazione del pensiero “evitando approssimazioni, schematismi e banalizzazioni che sono oggi purtroppo pane quotidiano proprio nel dibattito politico.”

Per questo è stata espressa “solidarietà alla collega, alla scuola e ai ragazzi” e contemporaneamente è stato chiesto l’impegno del Ministro Bussetti “per l’immediato ritiro della sanzione e si impegnano a mettere in atto da subito la mobilitazione di tutta la categoria per sollecitare una forte reazione sociale, culturale e politica ai fini di tutelare la libertà di insegnamento e ripristinare gli spazi di democrazia in tutto il Paese.”

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