Autore Redazione
martedì
4 Novembre 2014
11:47
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Cronaca - Alessandria

Ad Alessandria lo sfogo omofobo del mister dell’Arezzo dopo la sconfitta contro i grigi

Ad Alessandria lo sfogo omofobo del mister dell’Arezzo dopo la sconfitta contro i grigi

La vittoria dell’Alessandria domenica contro l’Arezzo ha avuto una eco nazionale. Purtroppo non per quello che è successo in campo ma fuori, con le dichiarazioni a fine gara del tecnico dei toscani, Ezio Capuano. Arrabbiato con un suo giocatore, Montini, colpevole con un suo errore di aver innescato a tre minuti dalla fine il contropiede vincente dell’Alessandria, ai microfoni di Radio Groove, Capuano si è lasciato andare a una frase omofoba: “In campo le checche non vanno bene. In campo devono andare gli uomini con le palle e non le checche. Montini deve andare a lavare i panni”.  Già in conferenza stampa, il tecnico aveva invitato il suo giocatore ad “andare a pettinare le bambole.”

Immediata la reazione dell’Arcigay che, a questo proposito, ha diramato un comunicato stampa: 

“Sono gravissime le esternazioni dell’allenatore dell’Arezzo Eziolino Capuano di domenica scorsa a margine della sconfitta della propria squadra. Gli insulti di stampo omofobico non sono più tollerabili, né tantomeno giustificabili da momenti di ira. L’uscita ignorante e sessista di Capuano (che non vogliamo neppure ripetere) purtroppo mette in luce quanta omofobia sia ancora presente nel calcio italiano, trattandosi dello sport per eccellenza più praticato e seguito da giovani e meno giovani, sempre sotto i riflettori dei media, questo episodio assume una gravità ulteriore ed è assolutamente da condannare.

Anche se le parole di Capuano sono state “ritrattate” o “giustificate” dallo stesso, sono state ormai pronunciate e di sicuro hanno colpito e ferito la sensibilità dei molti atleti omosessuali, ma anche di quelli eterosessuali che credono che in campo, come nella vita, le differenze siano una ricchezza e che lo sport possa essere strumento di unione e di condivisione al di là dell’orientamento sessuale, del genere, della razza ecc…

Chimera Arcobaleno sta portando avanti da 2 anni il progetto “Play Pride” insieme al comitato provinciale Uisp, una campagna di sensibilizzazione contro l’omofobia e tutte le discriminazioni nello sport, che si è realizzata attraverso tornei di volley, calcio e rugby giocato, ma anche tavole rotonde, incontri e momenti di riflessione ai quali l’allenatore Capuano è invitato a partecipare in futuro, affinchè gli “addetti ai lavori” e i professionsti del calcio siano i primi a lanciare messaggi positivi”.

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