Autore Redazione
giovedì
18 Dicembre 2014
00:00
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Cronaca - Casale Monferrato

A Casale la consegna del “Premio Luisa Minazzi Ambientalista dell’anno 2014”. Tra gli ospiti anche l’ex ministro Flick

A Casale la consegna del “Premio Luisa Minazzi Ambientalista dell’anno 2014”. Tra gli ospiti anche l’ex ministro Flick

CASALE MONFERRATO – Coraggio, generosità e senso del bene comune. Sono questi i tratti distintivi degli otto finalisti del premio “Luisa Minazzi-Ambientalista dell’anno 2014” promosso da Legambiente e dal mensile La Nuova Ecologia. Il riconoscimento verrà ufficialmente consegnato al vincitore questo giovedì alle 16 nella Sala Consiliare del Comune di Casale Monferrato, città natale di Luisa Minazzi, l’attivista simbolo della lotta contro l’amianto scomparsa nel 2010. Alla cerimonia saranno presenti Giovanni Maria Flick, già ministro di Giustizia e presidente della Corte Costituzionale, e Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, che dialogheranno con la giornalista de La Stampa Silvana Mossano sui temi della giustizia, a partire dall’urgenza dell’approvazione della legge sui reati ambientali.

Il Comitato organizzatore di Casale Monferrato ha dovuto lavorare parecchio per selezionare tra i 25 candidati gli otto finalisti del premio di quest’anno. Le candidature preliminari sono state espresse dalla giuria composta da Rosy Battaglia (giornalista free lance), Paolo Bolaffio (presidente di Giornalisti nell’erba), Vittorio Cogliati Dezza (presidente di Legambiente), Tessa Gelisio (conduttrice tv di programmi sull’ambiente) Luca Gioanola (Assessore all’Ambiente del Comune di Casale Monferrato e membro del direttivo nazionale dei Comuni virtuosi), Toni Mira (giornalista del quotidiano Avvenire), Monica Triglia (vicedirettrice di Donna Moderna) e Giuseppe Onufrio (direttore di Greenpeace). Le selezioni sono poi state effettuate dal Comitato promotore, presieduto da Gian Paolo Minazzi e composto da: Comune di Casale Monferrato, Parco fluviale del Po e dell’Orba, Afeva, Agesci, Associazione dei comuni virtuosi, Avis Casale, Auser, Circolo Verde Blu di Legambiente, Club Alpino Italiano, Equazione, Fiab, Legambiente Piemonte, L’albero di Valentina, Weleda. A scegliere il vincitore sono stati però i cittadini che fino al 15 novembre hanno votato tramite mail o via posta.

Di seguito i nomi degli otto finalisti del premio “Luisa Minazzi-Ambientalista dell’anno 2014” con un estratto delle biografie tratte dal sito www.premioluisaminazzi.it

Annalisa Balloi (Bochum, Germania, 1977) Fino a 36 anni è stata ricercatrice in microbiologia alla Statale di Milano pubblicando i suoi articoli su riviste prestigiose come Nature. Poi ha pensato d’indirizzare il suo impegno nell’impresa e ha creato Micro4You, che oggi conta due dipendenti, con l’obiettivo di assumere ancora due biologi e un esperto in restauri per creare prodotti green applicabili in diversi settori.

Bengasi Battisti (Corchiano, VT, 1959) Si occupa con passione e competenza del territorio che amministra, il Comune di Corchiano (Vt). Ma agisce nella cooperazione internazionale partecipando, in qualità di chirurgo, a missioni sanitarie nei paesi in via di sviluppo e promuovendo progetti di carattere educativo in Congo. Il suo fiore all’occhiello è il porta a porta, che in un piccolo comune sembra un’impresa facile, ma partire da zero e raggiungere l’85% non è da tutti.

Parchi del camoscio (Abruzzo) All’inizio del ‘900 ne erano rimasti una trentina. Ora sui monti d’Abruzzo ne circolano più di duemila. Il camoscio appenninico ce l’ha fatta: era sull’orlo dell’estinzione, a causa della sua delicatezza genetica e della pressione antropica, adesso si può incontrare mentre pascola in altura. Ma il merito di questo “miracolo”, che potrà comportare anche un indotto positivo per il turismo, va alle aree protette che hanno sostenuto il progetto europeo di conservazione “Life + Coornata”. Sono il Parco nazionale della Majella insieme a quelli d’Abruzzo Lazio e Molise, dei Monti Sibillini, del Gran Sasso e Monti della Laga, del Sirente Velino. 

Franco Pedrini (Arco, TN, 1946) La sua missione? Salvare i semi delle antiche varietà di cereali, quelli che lui stesso ha selezionato e che garantiscono elevata qualità gastronomica, ottimi livelli nutrizionali e soprattutto che non provocano allergie e intolleranze, come invece spesso avviene quando si mangiano prodotti ricavati da varietà moderne modificate. Lui d’altro canto è un antesignano in Italia dell’agricoltura biodinamica, ha fondato l’associazione Demeter (che garantisce la provenienza degli ingredienti da coltivazioni o allevamenti biodinamici) e gestisce la sua azienda agricola in Toscana, la San Cristoforo, all’insegna della qualità assoluta. 

Condominio green (Milano) Se capitate a Milano fate un salto in via San Gregorio, al civico 49 per la precisione. Scoprirete un condominio molto diverso dagli altri. È il condominio green in cui vivono Ida, Sofia, Alfrida, Patricio, Nicola, Darwin e gli altri inquilini di questo bell’edificio d’inizio secolo. Qui s’impara, insieme, a fare la differenziata e si raccoglie persino l’olio di frittura, esiste un locale comune per le feste e si condividono molte risorse, dai libri agli utensili per le riparazioni domestiche. Fino ad una caldaia ad alta efficienza nuova di zecca. Il cortile, inoltre, è uno spazio a disposizione dei bambini con tanto verde intorno, dove non mancano le rastrelliere per le biciclette.

David Grassi (Oristano, 1972) Invece di obbedire ha guardato il superiore negli occhi e ha risposto “No, signor capitano, questo non lo possiamo fare. E se lo dovesse fare lei, sappia che ho già foto e filmati che invierò a chi di dovere per denunciare quello che è successo a bordo”. È il 23 febbraio 2002, la fregata “Maestrale” si dirige nel mare Arabico per la missione Enduring freedom. La sentina si riempie ancora una volta di liquidi oleosi e all’ufficiale viene prospettato di gettarli in mare anziché conferirli in porto. Lui si oppone e finisce per 15 giorni agli arresti in cabina. Soltanto a gennaio il Tar di Genova ha riconosciuto che questo marinaio ha realizzato un’azione preventiva di eventuali inquinamenti. Nel frattempo è transitato nell’impiego civile, ma non ha ricevuto alcun risarcimento. 

Patrizia Rossi (Cuneo, 1953) È stata la prima donna in Italia a dirigere un’area protetta, il Parco regionale dell’Alta Valle Pesio, in Piemonte, dove ha prestato servizio dal 1981. E durante la sua vita professionale si è dedicata agli habitat di questa meravigliosa regione diventando, nell’83, direttore del Parco naturale dell’Argentera (denominato dal 1995 delle Alpi Marittime). I suoi meriti non si contano. Ha varato collaborazioni e gemellaggi con diversi parchi nel mondo, assumendo nel ‘99 il ruolo di presidente di Europarc e partecipando da vicino alla creazione della “Carta europea per il turismo sostenibile nelle aree protette”, sotto la sua gestione sono stati inoltre promossi importanti progetti per la biodiversità ampliando, fra gli altri, l’areale dello stambecco e reintroducendo il gipeto. Dopo 30 anni di lavoro per l’ambiente è pensionata da luglio.

Angelo Tartaglia (Foggia,1943) Insegna fisica presso la facoltà d’Ingegneria del Politecnico di Torino. Ma pensa che le sue conoscenze si debbano utilizzare anche nell’impegno civile. Per questo ha esteso i propri studi ai problemi dell’energia, opponendosi già negli anni ‘70 al nucleare e interessandosi di limiti della crescita, politiche per il disarmo e cambiamenti climatici. Come vicesindaco di Cantalupa (To) sta promuovendo una comunità energetica che coinvolge cinque comuni, un’azienda consortile pubblica e il Politecnico. Da diversi anni studia inoltre la logica dei sistemi trasportistici con particolare riferimento al progetto della ferrovia ad alta velocità Torino-Lione in Val di Susa, da lui insieme a molti altri criticata a fondo sulla base di dati oggettivi.

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