ALESSANDRIA – Si era rivolto all’associazione Globo Consumatori per un contratto di mutuo immobiliare con tassi ritenuti troppo alti e alla fine ha avuto il conforto da parte del Prefetto di Genova.

Un alessandrino, grazie all’ente a tutela dei consumatori, “è stato dichiarato ‘vittima di usura’ e, in base all’articolo 20 della legge 44 del 1999, ha ottenuto la ‘sospensione dei termini’ e quindi la sospensione degli eventuali procedimenti nei suoi confronti“. Continua dopo il banner

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A innescare l’azione la perizia di un esperto che aveva evidenziato da parte di una banca il ‘superamento del tasso soglia’. 

“Sono due anni circa che perseguiamo il discorso del reato di usura bancria e finanziaria – ha spiegato Mario Gatto, presidente dell’associazione Globo Consumatori. Due sono le strade che si possono perseguire: quella penale o quella civile. Per tutta una serie di motivi noi percorriamo quella penale perché non espone a rischi gli utenti. Mal che vada viene chiesta l’archiviazione dell’esposto-querela che viene presentato”.

Il successo ottenuto dall’alessandrino, ha spiegato Mario Gatto, non è isolato: “non è la prima volta che otteniamo in prima battuta una sospensione dei termini in base alle legge 44 del 199. La sospensione produce come conseguenza che nelle more della decisione che viene eventualmente presa in un dibattimento, il Pm titolare della procedura sospende per trecento giorni, ed eventualmente fino a tre anni, qualsiasi tipo di azione che i presunti creditori hanno nei confronti della persona dichiarata vittima di usura. Nel caso specifico il nostro assistito aveva un contenzioso con una banca genovese per un mutuo immobiliare di circa 700 mila euro”.

Tutto parte da uno studio del trattamento che la finanziaria o la banca hanno avuto nei confronti del cliente e “si fa fare una perizia allegando una documentazione con il contratto del mutuo, il piano ammortamento, l’eventuale rogito notarile sulla base del quale fare i calcoli”.

I risultati sono ora tangibili visto che “da circa 7 mesi sono cambiati i giudizi da parte di parecchie Procure. Nel caso specifico il Pm ha dato il benestare alla Prefettura, competente a indicare se una persona è vittima di usura, alla sospensione dei termini. Questo vuol dire che la persona che noi abbiamo assistito adesso farà domanda di inserimento nel registro delle persone usurate per accedere al fondo di solidarietà degli usurati accantonato presso il Ministero del Tesoro. Noi facciamo circa 140-150 esami di posizioni al mese per conto dei nostri associati. Finora ho trovato un solo caso in cui la persona non era effettivamente vittima di usura. Noi procediamo in questa maniera: prima facciamo fare una preanalisi che dà l’esatta posizione della persona rispetto all’effettiva sussitenza del fenomeno usura. I costi della perizia sono tra i 700-1.100 euro. La cifra più alta si riferisce ad analisi di conti correnti superiori a 5 anni e quindi la somma richiesta è più che ragionevole, vista la mole di documenti. Con la perizia in mano noi mandiamo una lettera di messa in mora alla finanziaria, all’istituto di credito, sia alla sede legale che alla filiale di appartenenza della banca, poi la mandiamo a Banca Italia, all’ufficio sorveglianza di Banca Italia e al Mnistero del Tesoro presso il dipartimento usura. Diamo un certo tempo alla banca per riscontrare quanto sosteniamo dopodiché, trascorso il tempo dovuto o in caso di risposta che non soddisfa l’utente, presentiamo già l’esposto-querela che l’utente andrà a depositare alla Procura di competenza. Poi aspettiamo l’esito. In questo caso la nostra azione è stata accolta”.

Di seguito l’intervista a Mario Gatto
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