La saracinesca abbassata della Pacto e quello che può insegnarci sul futuro di Alessandria
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ALESSANDRIA – Le riflessioni su Alessandria, in chiave elettorale, partono questa volta da una storia presente che potrebbe raccontare il futuro. La foto in copertina è quella dell’ormai ex centro commerciale Pacto (resistono ed esistono strenuamente con entrata esterna il Bar Open Space e la gelateria ndr). Ne abbiamo parlato più volte ricordando come questa realtà sia stata il primo grande magazzino moderno di Alessandria. Nato negli anni ’80 portò per la prima volta il format americano di centro commerciale. Tuttavia dopo i fasti iniziali quello spazio è diventato progressivamente sempre più marginale. Una storia che, forse, dovrebbe far riflettere. La saracinesca a mezz’asta spiega oggi che dentro quel contenitore non c’è più nulla. Tutte le promesse di un qualche rilancio sono cadute nel vuoto e diventa difficile immaginare un suo recupero reale: se la posizione davanti all’ospedale non ha smosso nulla l’ipotizzata realizzazione di un nuovo nosocomio altrove complica ulteriormente le cose. Ora, se è vero che tutto ha un tempo, la storia della Pacto un ragionamento lo merita perché Alessandria è un concentrato di centri commerciali e non è banale guardare in là.

Un ragionamento necessario anche perché recentemente un servizio di Report dovrebbe indurre chi disegna il futuro di una comunità a non fermarsi al presente. La puntata del 3 gennaio racconta l’ascesa di Amazon e soprattutto descrive come negli Usa intere città abbiano cambiato radicalmente faccia. Il servizio si sofferma sul triste destino di alcune città divenute fantasma come Braddock, 16 chilometri a Est di Pittsburgh. “A inizio anni ’80 vivevano 12mila persone e oggi ne sono rimaste 2mila – racconta un giornalista del luogo”. In quegli anni la crisi industriale colpì Pittsburgh e contemporaneamente nacquero i grandi centri commerciali, che hanno invaso tutti gli Usa, i cosidetti “Mall“. Proprio a pochi chilometri da Braddock venne realizzato “il terzo Mall più grande al mondo al momento della sua apertura, oggi deserto“. Si tratta di JCPenney, finita in disgrazia nel 2020 in seguito al covid.

Report descrive il cambio di abitudini dei consumatori che hanno smesso di comprare nei luoghi fisici per affidarsi a internet.A Braddock i negozi sono falliti perché è sorto il centro commerciale e poi è stato lo stesso centro a fallire perché tutti adesso comprano su Amazon“. Stessa sorte per il grande Outlet di una importante catena, destinato ora a diventare un magazzino dell’ultimo miglio di Amazon, spiega ancora il giornalista americano. La storia descritta è la stessa di altre decinde di centri commerciali negli Usa che hanno impoverito i centri cittadini con conseguenze preoccupanti per le comunità. Il numero esponenziale di grandi magazzini in provincia sono un problema per i negozi fisici ma significa anche centinaia di posti di lavoro, al di là della tipologia del contratto, ma questo è un ulteriore tema. Contemporaneamente sta sorgendo un polo logistico Amazon a dimostrazione della capillarità ormai acclarata del colosso di Bezos che, peraltro, ha annunciato l’apertura negli Usa di negozi fisici. Non solo, anche il cibo sta diventando appannaggio di quello che era partito semplicemente come shop unicamente di libri. Tutti noi compriamo su Amazon, no si tratta di demonizzare l’acquisto online, trend destinato a essere sempre più rilevante nelle nostre vite, e aggiungiamo anche che le modalità con cui il marchio si sta affermando sono un tema sovranazionale, tuttavia chi amministra una comunità dovrebbe tenere conto di questa situazione e cercare soluzioni.

Quello che è successo alla Pacto sembra naturale e nelle cose, e probabilmente lo è, ma Alessandria e più in generale tutta la provincia, per il pullulare di grandi magazzini, assomiglia un po’ alle periferie Usa. Questo squilibrio insieme ai nuovi sforzi improntati alla logistica hanno delle conseguenze. Da decenni si parla della collocazione geografica centrale di Alessandria e finalmente si vede una sua declinazione concreta, ma la domanda è se questa possa essere l’unica strada e a quale prezzo. L’esponenziale cementificazione (zona Astuti, zona Alessandria Sud, zona Ovest) rischia di replicare nuove cattedrali nel deserto in futuro mentre anni fa la Fondazione Ambrosetti illustrò una via: la sostenibilità e il green. Guarda caso oggi la parola sostenibilità è in tutte le agende che guardano allo sviluppo. Accontentarsi ora potrebbe essere la scelta più comoda oggi ma con molti rischi domani.

Puntata 3: Alessandria 2022: l’esempio di Marburg per una città più inclusiva e adatta a tutti
Puntata 2: Il centro diventi una vera Ztl, come accade a Berlino
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