Autore Redazione
mercoledì
29 Giugno 2022
05:58
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Cronaca - Alessandria

“A Novi, Tortona, Acqui e Casale media dirigenti medici obiettori di coscienza al 77.78%”

“A Novi, Tortona, Acqui e Casale media dirigenti medici obiettori di coscienza al 77.78%”

PIEMONTE – “Ciò che sta succedendo negli Usa  sul diritto all’aborto ci riguarda. Non c’è contrapposizione tra aborto legale e difesa della vita, come alcuni movimenti vogliono far credere, anche perché vietare l’aborto significa solo impedire quello legale aprendo a pratiche illegali pericolose che fanno tornare la comunità indietro di 50 anni“. Così in una nota, il vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte, Domenico Rossi che invita la Regione a “intervenire sulle aziende affinché ovunque sia garantito il diritto alla salute e alla libera scelta delle donne. Non ci si può occupare di 194 solo per sostenere le associazioni pro-vita, ma anche i cittadini e le cittadine devono dare la loro parte tornando a far sentire forte la propria voce“.

Nella nota, Rossi, evidenzia, poi, che “in Piemonte la situazione si presenta a macchia di leopardo con delle criticità in alcuni territori come emerge da un accesso agli atti che ho effettuato nelle scorse settimane“. Secondo il consigliere dem  “la media regionale di dirigenti medici specializzati in ginecologia e ostetricia obiettori di coscienza è pari al 46,54%. Preoccupa in maniera particolare la situazione del novarese: nell’Asl  di Novara, infatti, si raggiunge la quota del 90% (10 su 11), mentre nell’Aou Maggiore dell’80% (17 su 21). Percentuali molto alte anche nei presidi ospedalieri di Novi-Tortona e Casale-Acqui, dove rispettivamente si raggiungono il 77,78% e il 75% e situazione  analoga anche a Rivoli (nel torinese, ndr)“, conclude Rossi.

Medici – Photo by Hush Naidoo

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