Autore Redazione
domenica
7 Febbraio 2016
23:00
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Cronaca - Alessandria

Terapie Intensive all’Ospedaletto: tecnologie all’avanguardia e grandi attenzioni per piccolissimi pazienti

Terapie Intensive all’Ospedaletto: tecnologie all’avanguardia e grandi attenzioni per piccolissimi pazienti

ALESSANDRIA – Gli addetti ai lavori la chiamano “la bomboniera” per la dotazione di apparecchiature di ultima generazione. E’ il Reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedaletto Infantile di Alessandria, una delle eccellenza della struttura che da 125 anni si dedica alla cura dei più piccoli. Nella camera dalle tinte pastello, recentemente rinnovata, i bimbi sono davvero piccolissimi, in alcuni casi del peso di soli 500 grammi. Seguiti dal team di medici e infermieri diretti dal dottor Diego Gazzolo, i bambini vengono costantemente monitorati nelle nove incubatrici altamente tecnologiche. Fondamentale in questo reparto, che entro fine anni completerà anche la telematizzazione di tutti i dati, è però anche l’attenzione all’aspetto umano e all’apporto che le mamme e i papà posso dare ai prematuri. Indossati camici sterili, i genitori  ogni giorno, possono stare accanto ai loro bimbi e infondergli l’amore e la forza necessaria per affrontare le difficoltà che una nascita pretermine comporta. Le porte della Terapia Intensiva Neonatale sono sempre aperte alle mamme e ai papà, così come quelle della vicina Terapia Intensiva Pedriatrica diretta dal dottor Fabrizio Racca, “perchè il contatto per questi bambini è ancora più importante” hanno spiegato i due medici.

Grazie alla Family Room realizzata al piano superiore dalla Fondazione Ronald Mc Donald’s anche i genitori che arrivano da fuori provincia possono stare sempre vicini ai loro piccoli senza doversi allontare dall’Ospedaletto. La Terapia Intensiva Neonatale è del resto il punto di riferimento per i circa 5000 parti del quadrante Alessandria-Asti e sono in media 190 i prematuri trasportati ogni anno nel reparto grazie all’ambulanza dedicata dotata di un incubatore per il trasporto neonatale. Altrettanto intenso è il lavoro dello staff medico della Terapia Intensiva Pediatrica che ogni anno accoglie in media 200 pazienti dai 30 giorni ai 18 anni. In alcuni casi, ha spiegato il dottor Racca, si tratta di bambini coinvolti in incidenti stradali ma la Tearapia Intensiva Pedriatrica è soprattutto specializzata nell’affrontare insufficienze respiratorie acute con modalità non invasive  e nel seguire bambini affetti da patologie croniche. Il reparto è infatti centro di riferimento nazionale per l’Atrofia Muscolo-Spinale e per la distrofia di Duchenne. Bambini che il team medico e infermieristico tende a seguire a casa e a ricoverare periodicamente nelle due stanze dedicate ai Day Hospital per effettuare i controlli, o per più giorni in caso di eventi acuti. Grazie “all’addestramento” del team medico e infermieristico del reparto, i genitori “diventano bravissimi” ha sottolineato il dottor Racca e in poco tempo imparano del resto ad approcciarsi alle apparecchiature e a fare le medicazioni, riuscendo così a evitare lunghi ricoveri.

Proprio l’attenzione all’aspetto umano, ai bambini e ai loro genitori, è forse ciò che più ti colpisce in due Reparti dove le tecnologie e le professionalità sono davvero all’avanguardia, tanto da essere centro di formazione per i medici di tutta la regione e non solo. Arrivano da tutta Italia, ad esempio, i quattordici neonatologi che periodicamente seguono una formazione medico-scientifica nella sala di “simulazione avanzata”. Una stanza in cui le pareti riproducono le moderne apparecchiature della Terapia Intensiva Neonatale e dove i medici possono  esercitarsi con un manichino di ultima generazione in grado di presentare quasi tutte le principali patologie e complicanze che i neonatologi potrebbero dover affrontare sui loro veri piccolissimi pazienti. 

 

 

Tatiana Gagliano

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