PROVINCIA ALESSANDRIA – In meno di 24 ore sono stati 378 gli accessi in Pronto Soccorso. Lo ha denunciato il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che ha definito al collasso la situazione degli ospedali alessandrini. Il dato si riferisce al lasso temporale tra le 24 del 31 dicembre e le 22 del primo gennaio. Secondo il Nursind le criticità “perdurano ormai da diversi mesi“. I problemi riscontrati vengono imputati “in buona parte anche alla (insana) scelta di depotenziare i reparti di Pronto Soccorso di Acqui Terme e Tortona“. Una decisione, afferma il Nursind, che avrebbe provocato “ripetuti e prolungati sovraffollamenti dei reparti di Pronto Soccorso di Casale Monferrato, Novi Ligure e soprattutto di Alessandria”.

In buona parte dei reparti ospedalieri, “l’occupazione di tutti i posti letto è ormai satura al 100% – come testimoniato da Nursind – e raramente, o quasi mai, un letto rimane libero per almeno 24 ore”. Tutto questo, come spesso avviene, “si ripercuote sul reparto di Pronto Soccorso, dove la situazione è assai critica e sotto l’occhio di chiunque vi transiti. Sovraffollamento, gente che staziona su carrozzine, sedie e barelle all’interno dei raparti alessandrini di prima emergenza sono ormai situazioni all’ordine del giorno. In questo modo le attese dell’utenza si prolungano, come crescono i tempi necessari per i ricoveri. A causa del sovraffollamento, i pazienti che necessitano di essere ricoverati difficilmente vengono condotti nei reparti adatti e specifici alla loro cura, ma stazionano nei raparti chirurgici, un’ulteriore criticità che di fatto va ad allungare le liste d’attesa dei pazienti che devono essere operati”. Continua dopo il banner

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E’ inaccettabile che gli infermieri continuino a lavorare in queste condizioni” – ha spiegato il Segretario Provinciale Nursind Salvo Lo Presti. “In questo modo, infatti, sia l’utenza che l’infermiere stesso sono martoriati, ed il rischio di un errore è dietro l’angolo. La situazione in PS e nei reparti è insostenibile. A far le spese di questa situazione è in primis il personale medico, infermieristico e di supporto, che lavora in condizioni ad alto rischio clinico e ad alta probabilità di “burn-out”, per il sovraccarico operativo, la conflittualità più elevata e l’impossibilità di garantire contestualmente l’efficacia dell’azione di cura, l’equità e il rispetto dell’autonomia dei pazienti. Va detto che nonostante questo perdurare di varie criticità gli infermieri e le relative figure di supporto hanno sempre rispettato fino in fondo il proprio dovere, combattendo contro tutti i disagi, quindi da parte di Nursind non può che andare un grande plauso per quanto fatto. Le criticità però non riguardano solamente la Sanità alessandrina, ma l’intera regione. La riduzione dei posti letto in Piemonte ha infatti aggravato notevolmente la situazione”.

Per questo il Coordinamento Regionale Nursind ha deciso di scrivere una lettera aperta all’Assessore alla Sanità Antonio Saitta per chiedere chiarimenti, non escludendo poi la possibilità di un esposto in procura della repubblica per verificare le responsabilità di questa situazione che si ripete e aggrava costantemente.