VALENZA – Bulgari ha scelto Valenza perché è il luogo della conoscenza e del talento orafo. “Il modo migliore per fare prodotti straordinari – ha spiegato Jean Christophe Babin, amministratore delegato di Bulgari – è farlo dove c’è il knowhow”. Orgoglioso del complesso che sorge proprio davanti al silente Palazzo Mostre, Babin aveva già esaltato le capacità artigiane del made in Italy, parlando dell’importanza delle ‘mani intelligenti‘, un’espressione perfetta per descrivere la manualità sapiente degli artigiani di Valenza, la risorsa attorno alla quale Bulgari ha voluto costruire un complesso avveniristico con “al centro le persone“. La manifattura più importante d’Europa , inaugurata venerdì 17 marzo, ha trovato casa a Valenza, in una superficie di 14.000 metri quadri incentrata sulla “qualità di vita per i lavoratori“, cambiando quindi “l’approccio con i dipendenti, diventato molto più collaborativo“.

Bulgari a Valenza sorge proprio dove è nato il primo laboratorio cittadino, Cascina Orefice, all’inizio dell’800, oggi esaltata grazie a un lavoro di ricostruzione e valorizzazione con l’aggiunta di una struttura in vetro. L’edificio produttivo è invece suddiviso in tre livelli con all’interno delle otto “isole” produttive. Impenetrabile agli sguardi esterni la Manifattura Bulgari” al centro ha un patio interno ispirato alla domus romana ma in stile newyorkese e ‘osservato’ dai corridoi dei vari livelli che lo delimitano, tutti in vetro. Continua dopo il banner

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Tutto è stato pensato per diventare i “numeri uno“, soprattutto nell’approccio con chi lavora all’interno. La qualità dell’aria al livello delle sale operatorie, i bus per raggiungere gratuitamente il posto di lavoro, servizio già utilizzato da 150 persone, una mensa-ristorante con una qualità del cibo “fantastica” a cui presto verrà agganciato un progetto per destinare il cibo non utilizzato alla Caritas di Alessandria, sono alcuni degli elementi che rendono unico lo stabilimento. “Il bello – ha spiegato Nicolò Rapone, Senior Director di Bulgari sta nelle facce sorridenti e concentrate delle persone al lavoro, persone che scelgono questo lavoro per passione”.

Un investimento “di qualche decina di milioni di euro“, ha spiegato Jean Christophe Babin, con una finalità bene precisa: “Siamo al secondo posto nel mondo nel campo della gioielleria, attualmente, ma siamo ambiziosi e vogliamo diventare i numeri uno. È per questo che è stata ideata questa fabbrica“.

Bulgari intanto sta già costruendo il futuro per raggiungere l’obiettivo. “Dalla fine dell’anno scorso il nostro focus è cambiato e ci siamo concentrati sulle persone – ha raccontato Nicolò Rapone. Abbiamo chiuso l’anno con 380 persone e adesso siamo a oltre 450“. Ma Bulgari punterà ancora sulla crescita e in particolare sulla formazione in un percorso strutturato in tre anni.

Uno dei fiori all’occhiello è infatti la Bulgari Jewellery Academy, una vera scuola all’interno del complesso che potrà accogliere 42 persone contemporaneamente offrendo attività formative di perfezionamento che porteranno all’inserimento lavorativo. L’orientamento lungimirante dell’azienda si percepisce in percorsi decisamente moderni come lo studio di un processo formativo basato sulla realtà virtuale per ‘toccare con mano‘ i vari processi sfruttando le tecnologie più moderne. Primo esempio in questo campo. Questa capacità di testare tutte le innovazioni si concretizza nei processi di produzione dei gioielli. Accanto a macchine storiche e affidabili ce ne sono molte altre create ad hoc o che sfruttano tecnologie di altri campi, come l’aeronautica.

Lo sforzo di Bulgari a Valenza quindi è imponente, come testimoniato dall’intervento del ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda: “Gli investimenti internazionali fanno bene al made in Italy – ha raccontato il ministro – perché tengono la produzione sul territorio, la fanno evolvere e la rendono competitiva sui mercati globali.”L’investimento su Valenza, ha anche aggiunto il Ministro, sfata un altro pregiudizio: la convinzione che la manifattura occidentale fosse morta. “In realtà – ha proseguito Calenda – torna al centro e proprio la manifattura forte consente di avere anche un welfare forte“. Il ministro ha infine elogiato le istituzioni locali, capaci “di portare a compimento il progetto in tempi record.

Dal canto suo il sindaco di Valenza, Gianluca Barbero, in rappresentanza anche delle due precedenti amministrazioni che si sono succedute, ha voluto rimarcare la rapidità del processo che ha reso oggi operativo lo stabilimento: “Il 5 gennaio 2015 si riunivano i vertici per parlare di tutto questo e oggi siamo in attività“. La sfida, ha concluso Barbero, è che questo importante insediamento faccia primeggiare “non solo il marchio Bulgari ma anche l’intera città“.

Per diventare numeri uno servono comunque le famose ‘mani intelligenti’ rievocate anche dal Presidente della Regione, Sergio Chiamparino. Il governatore della Regione è, convinto “che questo investimento rappresenterà una potenzialità di espansione in futuro e aiuterà a dare una spinta alla reindustrializzazione forte nel campo del saper fare“.

Il miglior complimento al nuovo sforzo di Bulgari è arrivato proprio dalla famiglia che ha creato il marchio. Nicola Bulgari ha infatti ricordato i sacrifici, il coraggio, la fatica e la saggezza del padre Giorgio per creare “la bellezza dei gioielli“. “Se fosse qui sarebbe veramente impressionato. La speranza – ha concluso – è che questo lavora possa essere la molla per Valenza e dell’Italia, per crescere“.

A incorniciare la giornata l’attrice Isabella Ferrari. La madrina dell’inaugurazione ha esaltato il made in Italy, “il punto di partenza dal quale far rinascere il Paese“. E per farlo occorre mettersinelle mani delle mani intelligenti“.

All’inaugurazione erano presenti Antonio Belloni direttore generale, Jean Christophe Babin, amministratore delegato di Bulgari, Nicolò Rapone, direttore dello stabilimento di Valenza, il sindaco di Valenza, Gianluca Barbero, il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, il Prefetto di Alessandria Romilda Tafuri, il ministro, Carlo Calenda, Rita Rossa, sindaco di Alessandria, il Senatore valenzano Daniele Borioli. e l’attrice Isabella Ferrari.

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