ALESSANDRIA – È tempo di sinergie e di spazzare via vecchie rivalità. Con la firma apposta sul decreto dal Ministro Carlo Calenda ora le Camere di Commercio di Alessandria e Asti saranno una cosa sola. Il commissario ad acta sarà l’alessandrino Roberto Livraghi, convinto della bontà dell’accorpamento, una “occasione di rilancio per i due territori“. “Qui ad Alessandria – ha spiegato Livraghi – noi pensiamo che un po’ di nuovo nel sistema delle Camere ci volesse. La riforma crediamo possa modernizzare l’ente. Negli ultimi tre anni, 2015, 2016 e 2017, abbiamo sempre avuto delle riserve sui tagli del 50% delle risorse e c’è stata quindi una stagione in cui la riforma rischiava di essere più una penalizzazione del sistema e non una vera e propria rifondazione. Adesso però siamo sopravvissuti a questo periodo brutto e sembra che il peggio sia passato. Perciò è possibile immaginare una nuova Camera di Commercio, una pianificazione duratura che varrà per i prossimi 50 anni”.

Livraghi si riferisce in particolare a nuovi ambiti ora affidati all’ente: “si tratta della digitalizzazione delle piccole e medie imprese. Questo permetterà di dare una mano alle politiche del Governo, come nel caso dell’industria 4.0, finalizzate ad aumentare il livello di innovazione digitale. Poi c’è un secondo filone relativo all‘avvicinamento tra domanda e offerte di lavoro, cui si aggiunge l’aspetto del turismo. Tutte tematiche nuove che le Camere in precedenza non gestivano. Naturalmente manterremo quanto si faceva in passato e su tutto la tenuta del registro delle imprese i cui dati sono disponibili in tempo reale in ogni angolo del Paese.” Continua dopo il banner

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La buona notizia è che grazie alle nuove competenze attribuite le Camere di Commercio dovrebbero ottenere maggiori risorse dopo il periodo buio dei tagli, anche se al momento le cifre individuate non ancora sufficienti a coprire le decurtazioni degli ultimi tre anni: “Già nel 2017 abbiamo potuto incrementare i nostri bilanci con cifre minime ma almeno abbiamo registrato una inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. Abbiamo però recuperato solo il 10%.

L’accorpamento di Alessandria e Asti non dovrebbe comportare conseguenze sul fronte occupazionale. Secondo Livraghi infatti “sarà necessario disegnare una nuova pianta organica con i dipendenti di tutte e due le Camere di Commercio, una cosa complessa ma gestibile, in modo ragionevole e senza creare sovrannumeri. Il piano stesso della riforma, d’altronde, prevede che nell’arco di un paio di anni si arrivi all’ipotesi ottimale prevista dalla riforma. È previsto un taglio di 2.100 persone in tutta Italia ma che corrisponde alla naturale uscita dei dipendenti. Ma tutto questo è argomento del futuro che si vedrà più in là”.

Il commissario dovrà ora avviare le procedure per definire il nuovo consiglio della Camera di Commercio Alessandria-Asti che dovrebbe essere composto da 30 persone. Il rapporto degli alessandrini sarà di due su tre.

La Camera di Commercio di Alessandria sarà sede legale e ora “dopo molti confronti mi pare che in entrambi i territori ci sia la volontà di ragionare sulle opportunità di questa fusione“.