PROVINCIA – Una buona notizia che però non fa abbassare la guardia. Dal rapporto nazionale Uil, infatti, è emerso che nei primi sette mesi del 2017 le ore di cassa integrazione in provincia sono calate del 37.9%, da 3.486.177 a 2.163.582. Nel dettaglio, la cassa integrazione ordinaria è calata del 48,2%, quella straordinaria del 34.7% e -65.2% per quella in deroga.

Uil Alessandria, però, non può sorridere: manca infatti una inversione di tendenza, al rialzo, rispetto all’occupazione.  Continua dopo il banner

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“Si tratta di un fenomeno da interpretare con cautela” ha sottolineato il segretario Uil Aldo Gregori “Il dato non basta a rassicurarci e a far pensare che l’uscita dalla crisi sia realtà. Anche se è iniziata una timida ripresa, questa purtroppo non riguarda l’occupazione dei lavoratori, aspetto per noi prioritario.”

Due, secondo il segretario Gregori i possibili motivi del calo delle ore di cassintegrazione: “Con la riforma degli ammortizzatori sociali c’è una normativa più stringente ed è più difficile poter usufruire della cassintegrazione. E poi molte aziende si sono evolute tecnologicamente e l’aumento di produzione non corrisponde a un aumento occupazionale. Aumentato poi i contratti part time o a tempo determinato ma non le ore lavorate”.

La provincia di Alessandria, comunque, si conferma la seconda del Piemonte con più ore, dopo Torino. A sua volta il Piemonte è la regione al terzo posto per richiesta di cassintegrazione in Italia, dopo Lombardia e Puglia.

A breve le segreterie provinciali di Uil, Cgil e Cisl incontreranno i vertici di Confindustria per fare il punto sugli investimenti sul territorio.