PROVINCIA – È il segretario uscente e punta alla riconferma. In un documento programmatico Fabio Scarsi ha annunciato la volontà di guidare ancora il Partito Democratico provinciale anche nel prossimo mandato. La sfidante sarà Vittoria Oneto.

“Penso che questo congresso provinciale sia un’occasione preziosa per fare un passo avanti, a 10 anni dalla sua fondazione, sulla nostra natura di centro-sinistra e sulla nostra missione riformatrice” ha sottolineato Fabio Scarsi “Un passo avanti che ha bisogno di pragmatismo e di concretezza, su cui si gioca la nostra credibilità politica e la fiducia dei nostri elettori. Qualunque analisi seria non può prescindere da una onesta valutazione del contesto: sia i partiti tradizionali che le istituzioni (a tutti i livelli) stanno vivendo un periodo di crisi drammatica e profonda, frutto di trend sociologici e di grandi elementi di cambiamento socioeconomico che trovano le loro fonti a livello globale. I giornali sono pieni di notizie che lo evidenziano, sia nelle pagine nazionali che in quelle sui temi internazionali.” Continua dopo il banner

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Nella sua analisi Scarsi ha affrontato anche lo sgretolamento della comunità politica, causata dalle divisioni: L’unità, da sempre invocata da tutti i nostri militanti, è in questa situazione un fattore centrale. Lo è perché ogni azione politica significativa, incisiva ed efficace richiede la capacità di mobilitare ampio consenso, la convergenza dei gruppi dirigenti, la mediazione tra le istanze politiche territoriali e anche (senza nascondersi) quelle delle diverse componenti. Non è più solo un vezzo romantico, ma una imprescindibile esigenza. Ed invece le nostre classi dirigenti, come gli orchestrali sul ponte del Titanic, continuano spesso a suonare mentre il panico a bordo è ormai dilagante. E così, troppo spesso si trascura di serrare i ranghi in momenti topici o addirittura ci si divide per anteporre le operazioni di potere al bene comune della comunità politica indebolendo ogni volta un po’ di più il Partito. A questo occorre dare una risposta ferma e responsabile, dobbiamo dire con chiarezza che non lasceremo nulla di intentato per trovare quelle azioni che consentano di riportare all’interno del partito il luogo del confronto politico, riducendo lo spazio vuoto occupato da correnti e gruppi che non devono sostituirsi a questo, ai suoi organi e alle sue regole. Dobbiamo andare oltre le divisioni sclerotizzate dalle nostre linee di faglia, ricercando una convivenza più unitaria e più feconda.”

Secondo Scarsi sono la ricetta per cambiare marcia passa inevitabilmente da due fattori: l’unità e il cambiamento del paradigma. “Perché le ragioni dell’unità non devono sopprimere il pluralismo, ma in nome dell’unità non si può sopprimere la necessità di implementare almeno la possibile residua efficienza organizzativa. Ed allora occorre un recupero anche su questo fronte, perché le sfide sono enormi e non è certamente sufficiente la definizione e la declamazione di corrette linee politiche se non si avrà capacità di ritrovare efficacia funzionale ed operativa. Dopo anni di lento arretramento e con il disgregarsi della struttura organizzativa tradizionale del partito, un simile risultato non può che essere conseguito perseguendo il modello della tripartizione degli organi politici, Assemblea, Direzione e Segreteria.

Da tempo siamo di fronte ad un calo delle iscrizioni: non siamo più interessanti. Non creiamo quegli spazi di analisi e sintesi che permettano di dare riscontro diretto a tutti gli iscritti. Guai per un partito assumere la semplificazione che con i social network si coprono quegli spazi di discussione.”

Il compito del Segretario, quindi, è promuovere, attraverso il suo ruolo di sintesi, l’indispensabile cambio di paradigma organizzativo, di ricercare una rilevanza politica in larga parte persa sui territori, di impegnarsi nel rendere operativi gli strumenti esistenti, promuovere consultazione degli iscritti e dei circoli sulle questioni importanti per il territorio, riattivare luoghi di partecipazione, elaborazione programmatica e supporto al governo di settori importanti – dalla scuola alla sanità, dall’urbanistica alla mobilità – nel governo del territorio. La mancata risposta alle esigenze dei diversi territori è stata tra le cause della sconfitta nelle elezioni per il presidente della Provincia e il superamento della dicotomia tra città centri-zona e piccoli comuni pone in maniera seria il tema della governance dell’intera provincia. Va focalizzato anche il ruolo del nostro territorio collinare, oggi lasciato al proprio destino e privo di una azione di coordinamento politico provinciale. In questo contesto va collocata una nostra azione strategica, sia nel salvaguardare l’autonomia dei percorsi dei territori, sia offrendo politiche guida coordinate con il massimo livello nazionale. Le difficoltà che abbiamo registrato recentemente nei piccoli Comuni, storicamente un nostro punto di forza, ci impongono un plus di lavoro politico tanto nel riorganizzare la nostra presenza sul territorio quanto nel ricostruire una connessione con le esperienze amministrative, civiche, che devono tornare a riconoscerci come interlocutore credibile ed affidabile per la risoluzione delle vertenze piccole e grandi del territorio. Su tutto questo il segretario del PD provinciale dovrà mobilitare unitariamente tutto il partito per segnare una vera svolta.”