Autore Redazione
giovedì
16 Novembre 2017
13:43
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Politica - Alessandria - Tortona

Codice Appalti: il presidio degli edili a Tortona

Alle 14 è scattato il presidio dei lavoratori al casello autostradale di Tortona. "La battaglia non è ancora finita" hanno sottolineato i sindacati dopo il dietrofront del governo all'emendamento Borioli/Esposito "non consentiremo si faccia macelleria sociale." In provincia a rischio 600 posti di lavoro.
Codice Appalti: il presidio degli edili a Tortona

AGGIORNAMENTO ORE 14.30: Iniziato a Tortona il presidio dei lavoratori delle aziende di costruzione e progettazione delle concessionarie autostradali contro il no al Governo alla modifica del Codice degli Appalti. 

 

TORTONA – Dopo il dietrofront del Governo sull’emendamento Borioli/Esposito per la modifica del Codice degli Appalti, i sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil avevano annunciato già ieri forme di protesta “dure e immediate”

Oggi sono state proclamate otto ore di sciopero previste per giovedì 16 novembre. Oltre a incrociare le braccia i lavoratori delle aziende di costruzione e progettazione delle concessionarie autostradali daranno vita a una nuova manifestazione e a un presidio davanti al casello autostradale di Tortona. Il ritrovo è previsto alle 14, nel parcheggio di Conforama.

“Come al solito ci rimettono sempre i lavoratori” hanno sottolineato Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil “Prendiamo atto con profondo rammarico, che il Governo, dopo averci detto, tramite i due Ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico, di ritenere percorribile l’emendamento Borioli/Esposito, che rappresentava la soluzione al problema dei lavoratori, poi però, nel passaggio tra le parole e i fatti, ha proceduto al contrario, condannando 3.000 Lavoratori Edili, di cui, 1000 nel solo Piemonte di cui oltre 600 nella sola provincia di Alessandria a licenziamento certo.

“Siamo amareggiati, e parecchio arrabbiati, perché l’emendamento Borioli/Esposito, non solo era giusto, ma soprattutto, rappresentava una strada percorribile perché chiedeva anche in Italia l’applicazione della normativa europea in materia. Per noi, la salvezza dei posti di lavoro è prioritaria, la battaglia non è ancora finita, non consentiremo si faccia macelleria sociale.”

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