VALENZA – Hanno taciuto a lungo e durante il silenzio “i cittadini hanno potuto maturare il senso di negatività diffuso a Valenza“. La minoranza è tornata ora ad alzare la voce sulla situazione valenzana, colpita dalla “incapacità di una amministrazione che anziché essere aperta a tutti – ha spiegato l’ex sindaco, Sergio Cassano – è sempre più blindata. Non c’è comunicazione, come dicono anche molti esponenti della sinistra e Valenza sta andando alla deriva“. A scatenare le velenose dichiarazioni dell’opposizione il caso della scuola dell’infanzia Rota con la decisa chiusura, dall’anno prossimo, della scuola dell’infanzia. “Una vicenda vergognosa – ha tuonato Cassano – culminata con le risposte vergognose durante il question time. Una cittadina, ad aprile, aveva chiesto delucidazioni ottenendo finalmente una dichiarazione pubblica solo a novembre. In quella occasione il problema era stato liquidato con un esempio imbarazzante: il vicesindaco Costanza Zavanone aveva motivato le scelte sul Rota paragonando la vicenda a un risotto dove ci sono tanti ingredienti da tenere in considerazione per la sua buona riuscita.” Il problema, ha continuato Cassano, è che ora si è giunti a un punto di non ritorno nonostante gli investimenti di un benefattore per una struttura storica. “Mi sono speso in prima persona con il benefattore che, dopo varie visite e garanzie, ha donato circa 120 mila euro – ha spiegato Cassano. La mia amministrazione investì altri soldi per mettere a posto tutto e ora questa maggioranza ha spazzato via il lavoro fatto. In un colpo solo sono state inflitte tre ferite: è stata vanificata la generosità di un benefattore, sono state dilapidate le somme spese dall’amministrazione di allora, e fondamentalmente reso inutile la messa a norma del Rota.” Continua dopo il banner

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Tutto questo è ritenuto un affronto alla città e un danno per il futuro: “Il risultato è che eventuali altri benefattori non si fideranno più e non faranno più lasciti per il bene della comunità dopo quanto accaduto a Valenza – ha aggiunto Maurizio Oddone della Lega”. Un approccio alla cosa pubblica che “dimostra come questa giunta consideri i cittadini solo dei numeri. La sinistra amministra come farebbe un ragioniere, ma non è così che dovrebbe comportarsi la politica. Barbero farebbe bene a lasciare a metà mandato, a farsi un piccolo esame di coscienza“. Anche perché secondo Luca Rossi di Forza Italia l’amministrazione ha sulle spalle troppi problemi irrisolti: “Il caso dell’ex Mauriziano ne è un altro esempio. Lo abbiamo proposto come casa della salute, ma non è del Comune, e allora abbiamo chiesto l’individuazione di un altro complesso dove poter dare attuazione a questo progetto. In cambio abbiamo ottenuto un atteggiamento di sostanziale disinteresse. Siamo passati dalle catene dell’attuale Presidente del Consiglio comunale, Salvatore Dicarmelo, in difesa della sanità valenzana, all’immobilismo di questa amministrazione“.

Un immobilismo che Cassano intende interrompere almeno sul Rota: “Non si può scegliere di smantellare un servizio senza aver esplorato le alternative come farebbe un buon imprenditore, perché amministrare vuol dire oggi fare agire da imprenditori per il bene di una città. Questa amministrazione ha tirato una riga su Vival, su Valenza Reti e ora anche sul Rota. I cittadini devono sapere e moltissimi sono schierati contro questa chiusura. Non è così che si amministra un Comune“.

Sul caso Rota intanto anche i 5 stelle hanno rimarcato la contrarietà alla chiusura della Scuola dell’infanzia, una opposizione “avviata un anno e mezzo fa con un’interrogazione, un gazebo informativo e una raccolta firme, ma soprattutto, questa primavera, con la creazione, durante la corsa dei gelsi, del gruppo “Salviamo il Rota”, il più numeroso“. La consigliera Zanghi organizzò quella partecipazione “con l’aiuto di mamme di tutti gli schieramenti politici, anche PD, contrarie alla chiusura“. Sulla conferenza stampa di Forza Italia e Lega Nord l’attivista dei 5 stelle, Gianluca Loreggia, ha però puntualizzato: “Non abbiamo partecipato perché tardiva e inutile sul piano pratico. Ha il sapore solo di inizio campagna elettorale nazionale.”