VALENZA – Sorpresa a Valenza dove l’ex segretario del Partito Democratico di Valenza (dal 2014 al 2016), Michele Fontefrancesco, ha deciso di staccarsi definitivamente dal Partito Democratico e di abbracciare  Articolo 1 – Movimento Democratico e progressista. La sua decisione, ha spiegato in una lettera, è stata ponderata ed è arrivata dopo l’amara analisi sul suo ex partito, reo di aver perso contatto con le persone e restio nell’ammettere gli errori. Secondo Fontefrancesco è arrivato il momento di “riportare al centro temi che oggi sono taciuti” e per questo ha aderito al progetto “Liberi e uguali“. Di seguito la lettera di Michele Fontefrancesco:

Ho vissuto dal 2009 le diverse stagioni del Partito Democratico. Dal 2012, chiamato ad impegnarmi direttamente nella vita del circolo “per Valenza”, ho voluto ricostruire la rete di relazioni territoriali, ma soprattutto ho cercato di rifare del nostro circolo una comunità viva. Il mio quadriennio da coordinatore ha visto una crescita nel numero degli iscritti e dei simpatizzanti, la territorializzazione dell’azione del circolo, la vittoria alle comunali e i buoni risultati negli altri confronti elettorali. A fronte di questo impegno non ho mai nascosto una profonda insofferenza verso la progressiva trasformazione del Partito Democratico in una realtà fortemente personalistica, sempre più legata a dinamiche mass-mediatiche e poco a una discussione interna alla vita dei territori. Oltre a questo, ho visto il nostro partito adottare modi di gestione che poco avevano con la sobrietà e la correttezza.
I miei impegni diretti nel Partito si sono esauriti con l’ultimo congresso e questo mi permette dopo lungo tempo di domandarmi se abbia ancora senso la mia presenza nel PD. Se pensassi unicamente al livello locale, non ho dubbi, che la risposta sarebbe un sì, legata agli affetti, alle amicizie, alle stagioni passate.
Guardando, però, oltre i confini del locale questa convinzione cade. Non voglio unicamente soffermarmi sull’attualità elettorale, che sappiamo troppo bene esalta i difetti e non i pregi della vita politica, ma più in generale il PD sembra aver preso ormai una china inarrestabile, specifica e particolare che fa apparire anche l’impegno nel campo dei diritti civili questione di tatticismo piuttosto che di convinzione. Peggio ancora, mi accorgo come abbia perso la capacità di vivere con la gente, elaborare con loro, non aver paura tanto di difendere le idee quanto di ammettere gli errori. Questo è il Partito che voglio? A cui voglio donare tempo, passione, impegno? Credo d’aver superato la fase in cui si sostiene la speranza e l’azione dicendosi “è un momento ché domani poi cambia e ritorna quello di ieri”. Guardo all’oggi e guardo al domani. Condivido con altri la voglia di far coincidere il fare politica con l’impegno verso i nostri territori incentrato su un discorso di dignità, salute, educazione, lavoro.
Soprattutto, non voglio fare della mia militanza il mero supporto incondizionato al leader, un continuo ripetere “con me o contro di me”. Altri prima di me hanno evidenziato lo stesso sentire rispetto alle trasformazioni interne del PD. Da qui la decisione di aderire a “Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista” e, con esso, al progetto “Liberi e Uguali”. La mia scelta non è mossa da un capriccio, da una certa voglia di dire d’essere di sinistra. È la volontà di dare senso al quotidiano essere all’interno di una comunità e dentro le istituzioni, di continuare a fare affinché per tutti il domani possa essere un po’ migliore, un po’ più accogliente, un po’ più umano. Non trovando risposte nel PD, così come nazionalmente ormai si palesa, lo voglio fare fuori da esso, alla sua sinistra, fedele a quei progetti di politica locale a cui ho dato il mio contributo a creare, ma cercando di riportare al centro del nostro pensare e del nostro agire temi che oggi sono taciuti. Si raccoglie dal passato il meglio, si prova ad inventare un domani migliore, ma in ogni modo ci si muove, sempre, avanti.”