Immagine Dal commercio solidarieta’ ai lavoratori ma anche un invito: si trovino soluzioni e si cerchi la coesione
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Tutti reclamano unità, ma al momento sembra essere la cosa più difficile da ottenere. Cgil, Cisl e Uil hanno rivolto un appello all’intera comunità alessandrina in vista dello sciopero generale di questo martedì: dimostrare compattezza per convincere il governo ad aiutare concretamente il capoluogo e per impedire all’amministrazione ogni tipo di licenziamento. I sindacati reclamano coesione e per questo hanno chiesto espressamente ai commercianti di aderire allo sciopero. Da parte loro Ascom e Confesercenti, si sono dichiarati solidali con i lavoratori ma, a loro volta, hanno rivolto un invito: evitare una guerra tra poveri per cercare di perseguire una soluzione condivisa. “La nostra posizione – ha spiegato Manuela Ulandi, presidente di zona della Confesercentiè di solidarietà con tutti coloro che hanno perso o stanno perdendo il posto di lavoro, siano essi del pubblico e o del privato. Confesercenti non perde occasione per ricordare che l’angoscia della perdita del lavoro abbraccia tutti, i lavoratori di Aspal, del Tra, ma anche quelli delle nostre imprese. Si pensi alle aziende che ormai da anni non ricevono denaro per via del dissesto. Questo è un dramma incredibile e quindi siamo solidali nel manifestare la preoccupazione rispetto a una situazione che, a catena, investe tutti.  A livello personale i commercianti non potranno che essere solidali, ci sarà l’abbassamento di qualche saracinesca, ci sarà l’adesione al corteo di alcuni commercianti. Tuttavia occorre anche dire che le manifestazioni, certamente, sono importanti ma devono essere affiancate da tavoli per capire quali siano le soluzioni praticabili. In questo senso è necessario una unione massima e non una spaccatura come vedo in questo momento. Vedo due partigianerie contrapposte ed è una situazione pagata dalla città intera. La solidarietà è evidente e ognuno può testimoniarla come crede, ma forse dovremmo trovare una soluzione meno lacerante e traumatica possibile.” Per Manuela Ulandi però queste soluzioni possono arrivare solo dall’amministrazione: “solo il Comune può essere a capo di uno scenario del genere. Si devono fare ragionamenti su tagli orizzontali per esempio sui salari. Occorrono delle proiezioni per comprendere come sanare questo divario tra entrate e uscite perché se per miracolo arrivassero dei soldi da Roma per tappare il buco domani saremmo comunque in una situazione analoga a quella odierna. La questione è arrivare a compensare strutturalmente questo divario tra entrate e uscite. La domanda che si deve porre tutta la città è come arrivae a un accordo condiviso. Un braccio di ferro infatti qualcuno lo vince sempre ma non è detto che il vincitore sia il portatore della soluzione più equa e giusta. Ecco, credo che la solidarietà allo sciopero generale di questo martedì sta nel chiedere che il rigore ci sia per tutti però accompagnato da tanta equità“.
Solidarietà giunge anche dall’Ascom, ma anche in questo caso con alcune precisazioni: ”questo amrtedì sarà una giornata importante per Alessandria perché i lavoratori dipendenti si uniranno per dare un segnale – ha spiegato Luigi Boano, presidente Ascom. Però non ci sono solo i lavoratori dipendenti ma anche i lavoratori dei nostri negozi. Anche loro sono nella stessa condizione degli altri. di sicuro un pensiero va ai comunali ma uno ancora più grosso va ai nostri lavoratori“.
Alla domanda se però, in occasioni come quelle offerte dallo sciopero generale, sia possibile unire le difficoltà diffuse tra le varie categorie di lavoratori Boano risponde così: “penso che sia fattibile ma lo sciopero tradizionalmente inteso non siamo abituati a farlo. Noi apriamo la saracinesca al mattino e la chiudiamo la sera e speriamo sempre che entri qualcuno in negozio. Per lo sciopero massima comprensione, lo ribadisco, anche perché le difficoltà della città cominciano ad essere un problema delicato, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale”.
Anche dall’Ascom infine l’invito a percorsi concertati e che portino a soluzioni concrete. Un appello rivolto all’amministrazione: vogliamo dei tavoli di lavoro per parlare del futuro di questa città. E’ un anno che si parla di deficit e difficoltà economiche ma ci vuole un idea di rilancio per far rivivere il capoluogo, noi abbiamo delle idee. Le abbiamo accennate all’assessore Barrera che ci sta ascoltando in questi giorni il problema è che mancano finanziamenti e la città non può più attendere”.