PIEMONTE – In una nota congiunta il segretario generale Fillea, Alessandro Genovesi e i segretari generali della Cgil Liguria, Piemonte, Lombardia, Federico Vesigna, Massimo Pozzi ed Elena Lattuada, sono preoccupati per il futuro dei lavoratori del Terzo Valico. Il rischio, sostengono le parti sociali è che “di fronte alle difficoltà di formare un governo” si stia tentando di “spostare l’attenzione, straparlando del Terzo Valico, un’opera fondamentale per il Paese”.

In una nota si spiega: “Il Terzo Valico è la parte italiana del corridoio 6 della rete europea che si prefigge di collegare in maniera efficiente ed ecologicamente sostenibile il Mar Mediterraneo con il Mar del Nord, con l’obiettivo di raddoppiare la capacità di trasporto su ferro quando il traffico merci sviluppato sul corridoio viene oggi effettuato per il 75% su strada. Il terzo valico è un’opera fondamentale per lo sviluppo della portualità ligure e delle piattaforme logistiche di Piemonte e Lombardia che valgono il 60% delle merci trasportate nel nostro paese ed è la naturale porta di accesso verso il nord ovest”.

Il terzo valico – continua la nota – è un’opera fondamentale non solo per velocizzare il trasporto di passeggeri verso Torino e Milano ma anche e soprattutto per ridurre quel costo logistico che pesa per tutte quelle imprese che guardano ai mercati del Mediterraneo e dell’Asia. Oltre che per liberare le nostre strade dall’inquinamento prodotto dalla circolazione di migliaia di tir. E’ un’opera strategica per scongiurare l’isolamento di una regione come la Liguria che ha una naturale vocazione turistica ma sconta un enorme deficit infrastrutturale”.

L’aspetto poi più sconcertante della polemica avviata dai 5 stelle sono i tempi. Dopo trent’anni di discussioni e di dibattiti il terzo valico è un’opera interamente finanziata. Il 20% è già stato realizzato e nei cantieri stanno lavorando oltre 3000 persone alle quali non si può dire arrivederci e grazie. E se è vero che le infrastrutture non si realizzano per dare lavoro ma perché servono, il terzo valico è proprio il migliore esempio di un’opera necessaria e utile”.

Si può non essere d’accordo sull’utilità delle infrastrutture che connettono l’Italia al Mondo ma crediamo sia sbagliato utilizzare argomenti pretestuosi per sostenere le proprie tesi, come per esempio la tesi che la corruzione si annida dove vi sono lavori pubblici. Crediamo invece che il tema della legalità e della trasparenza qualifichi il livello di cultura del nostro paese e non già questa o quell’opera e che il contrasto alla illegalità si fa contrastando i criminali, non le opere necessarie al Paese, siano esse le grandi o le piccole, siano esse il Terzo Valico o la normale manutenzione contro il dissesto idrogeologico”.

Ci vuole, infine, grande attenzione ai temi della sicurezza e dell’ambiente e la vigilanza non può che essere massima, ma non è con il catastrofismo gratuito che si possono risolvere i problemi: appare opportuno ricordare la qualità e l’efficacia del sistema di sorveglianza costruito con le istituzioni, di cui peraltro l’avanzamento del lavoro a rilento testimonia la grande attenzione al rispetto delle regole del lavoro in presenza di amianto”.

Chi si candida al governo – concludono i dirigenti della Cgil – deve provare ad andare oltre agli slogan da campagna elettorale e concentrarsi sulla concretezza delle cose utili da fare, anche se proposte da altri”.