PROVINCIA – Il presidente del Consiglio Comunale di Alessandria Emanuele Locci ha espresso le sue perplessità in merito all’Agenzia della mobilità piemontese, chiamata a determinare la scelta per l’affidamento dei trasporti pubblici locali. Locci ha rilevato che quell’organismo è composto dalle stesse persone che, a suo giudizio, “non hanno controllato adeguatamente in passato e non sono riusciti ad evitare che la situazione degenerasse come oggi la conosciamo.”

Era il dicembre del 2014 quando l’allora consigliere comunale Emanuele Locci intraprese una battaglia, poi vinta, per ottenere dalla provincia i documenti inerenti l’attività di controllo effettuata dal Servizio di Vigilanza e sicurezza dei trasporti della Provincia di Alessandria nei confronti del consorzio Scat e gli esposti effettuati dagli utenti per il servizio di trasporto pubblico locale pervenuti presso la Provincia di Alessandria e segnalati all’ufficio di Vigilanza e Sicurezza dei trasporti. Questi documenti, inerenti gli anni 2014 e 2015, portarono Locci a formulare in data 5 febbraio 2015 cinquanta quesiti all’allora Sindaco e Presidente della Provincia Rita Rossa.

“Le risposte pervenute dal dirigente furono lacunose ed incomplete – ricorda Locci – e fu proprio in quei giorni che decisi di aprire la pagina facebook SenzaPaura per portare l’attenzione sul tema del trasporto pubblico locale, pagina che mi accompagna ancora oggi.”

Oltre alla documentazione in possesso della Provincia, Locci raccolse documenti societari e denunciò uno strano intreccio di società che sembrava dipanarsi partendo dai mezzi di trasporto e dagli immobili utilizzati da Arfea che arrivava a coinvolgere società anonime con sede estera.

Mi chiesi come mai una società in oggettive difficoltà economiche e che vive di proventi pubblici per offrire un servizio di trasporto pubblico locale – dice Locci – avesse tante e tali complesse ramificazioni che coinvolgono anche società destinate solitamente alla tutela dei capitali di grandi player finanziari. E, politicamente parlando, mi chiedevo perché la Provincia facesse tutte queste resistenze a fare chiarezza sul servizio di trasporto pubblico locale. Ora, a distanza di oltre tre anni, leggo le dichiarazioni che il titolare di Arfea avrebbe fatto durante un incontro in Prefettura, in particolare le rassicurazioni in merito alla sicurezza dei mezzi circolanti e l’esclusione di collegamenti con società con sede in Lussemburgo. Visto che quanto avevo rilevato in passato mi suggeriva conclusioni differenti ho presentato al Prefetto una corposa documentazione perché come Presidente del Consiglio Comunale di Alessandria, in considerazione dell’importanza che il trasporto pubblico provinciale riveste anche per la comunità cittadina, mi sono sentito in dovere di portare all’attenzione quanto è a mia conoscenza al fine di fornire al Prefetto elementi utili a compiere scelte per la più ampia tutela degli interessi pubblici.”

In merito alla complessa evoluzione del mosaico societario riconducibile ad Arfea Emanuele Locci ricostruisce alcuni passaggi: dalla costituzione della H.I.F. Société Anonyme con sede in Lussemburgo fondata da Vesmafin LTD con una partecipazione del 99,9% e Sergio Vandi con lo 0,1% nel 2002, alla costituzione della JMCE Société Anonyme con sede in Lussemburgo che acquisirà il 100% della H.I.F. S.A ed il 44,88% di Frux srl, società nata il 10 settembre 2007 da una trasformazione di Arfea Trasporti srl che vedeva nella compagine societaria col 45,08% anche COFIRCONT Compagnia fiduciaria srl e con il 10,04% la signora Bonzano Giovanna mentre recentemente, dall’1 dicembre 2017, risulta partecipata al 25% da Bonzano Giovanna e al 75% da Fidital Società Fiduciaria srl. Più di recente Frux srl viene scissa e cede parte del suo patrimonio (2.277.753,10 euro) ad Arfea Aziende Riunite Filovie ed Autolinee srl che nel frattempo ha incorporato la propria controllata Autolinee F.lli Mortara srl nonché, tramite fusione inversa, la propria controllante Prospettive servizi e formazione srl che, a sua volta, aveva già incorporato la propria controllata Decouvertes Manutenzioni srl che, a sua volta, aveva già incorporato la sua controllata Fromatour srl.

“Oggi – afferma Locci – le condizioni sono migliori rispetto al passato per avere una maggiore trasparenza riguardo alla situazione del consorzio Scat e di Arfea, sia per quanto riguarda la sicurezza dei mezzi che la composizione societaria. Il Prefetto Romilda Tafuri sta seguendo con grande attenzione la questione, il Presidente della Provincia Gianfranco Baldi è una persona seria e capace e già in passato mi aiutò per ottenere gli atti della Provincia quando era un consigliere di opposizione, il consigliere provinciale delegato ai trasporti Federico Riboldi è persona che conosco bene e so quanta attenzione pone alla qualità dei servizi. Oggi ho fiducia che ci siano tutte le condizioni per andare a fondo e fare chiarezza una volta per tutte sul trasporto pubblico provinciale prendendo le decisioni giuste nell’interesse della comunità. Purtroppo negli anni passati non è stato così e la Provincia non ha mai preso in considerazione le zone d’ombra e le criticità del servizio offerto dal consorzio Scat e da Arfea da più parti segnalate. Per questo motivo oggi sono molto preoccupato perché i decisori dell’Agenzia della mobilità piemontese che dovranno determinare la scelta per l’affidamento dei trasporti pubblici locali nell’immediato futuro sono gli stessi che a mio giudizio non hanno controllato adeguatamente in passato e non sono riusciti ad evitare che la situazione degenerasse come oggi la conosciamo: Cesare Paonessa, fino al 2007 dirigente ai trasporti della Provincia di Alessandria ed oggi Direttore Generale dell’Agenzia della mobilità, e Paolo Filippi, Presidente della Provincia di Alessandria dal 2004 al 2014 ed oggi nel Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia della mobilità nominato nel 2016 da Rita Rossa quando era Presidente della Provincia. Credo che ora servono scelte votate alla massima trasparenza e correttezza per garantire ai cittadini un servizio di trasporto pubblico adeguato: io naturalmente sono a disposizione per portare il mio contributo agli sforzi dell’attuale amministrazione provinciale.”

Non si è fatta attendere la replica dell’allora Presidente della Provincia Rita Rossa: “Locci fa riferimento a una gara del 2010, senza irregolarità o ricorsi, in cui c’è stato un unico partecipante. Ricordo che le norme di legge e le gare sono gestite dai dirigenti e dai tecnici e non dalla politica. Con l’allora vicepresidente Muzio valutammo, a fronte di numerose inadempienze, di revocare l’affidamento ma avremmo messo in difficoltà l’utenza e a rischio i posti di lavoro. Ho incontrato e mi sono scontrata con Arfea a tutela dei lavoratori contestando il servizio, svolgendo il mio ruolo che è quello di porre obiettivi, non di occuparsi delle gare.”

“Ricordo poi che la proroga è stata decisa dalla Regione Piemonte” ha aggiunto Rossa “L’Agenzia regionale della mobilità ha deciso che i contratti di tutte le gare a scadenza sarebbero stati avocati dall’agenzia stessa, approvando la proroga. La Provincia ha sempre fatto azioni in linea con le norme e la tutela del servizio e dei lavoratori, anticipando sempre i soldi in arrivo dalla Regione affinchè la Arfea potesse pagare i dipendenti.”

Rita Rossa ha poi sottolineato che nelle dichiarazioni di Locci “ci sono rilievi di natura tecnica e societaria, ma anche politica e lui su questo dovrebbe astenersi visto che, in qualità di presidente del Consiglio Comunale, dovrebbe rappresentare tutti. Ad ogni modo se ha delle informazioni o perplessità si rechi alla Procura della Repubblica, sarebbe un suo preciso dovere. Da parte mia sono tranquilla e serena rispetto ai compiti che ho svolto.