La Fp Cgil e la Uil Fpl a Novi Ligure sono in fibrillazione, come riferito in un comunicato congiunto, a firma di Alvaro Venturino (Fp Cgil) e Paola Bisio (Uil Fpl). Entrambe le sigle rivendicano con forza il fatto che l’intero ammontare delle risorse stanziate dal consiglio comunale novese per la contrattazione decentrata venga corrisposto ai lavoratori: “nessuna mediazione al ribasso appare al momento percorribile alla luce anche degli ultimi avvenimenti – hanno spiegato i sindacalisti. Nessuno ha preso alla leggera la situazione in essere presso il comune di Novi, anche se forse qualcuno ne era stato informato preventivamente, probabilmente da un dirigente “amico”, situazione sulla quale l’Amministrazione comunale per  troppo tempo ha fatto finta di non vedere e non sapere. In effetti, la stessa Amministrazione comunale di Novi Ligure  aveva nominato quel “lavoratore” nel CdA di SRT, quindi come amministratore di  una partecipata e poi aveva fatto finta di non vedere la palese incompatibilità quando lo stesso dipendente comunale era stato eletto RSU, quindi rappresentante dei suoi colleghi del Comune di Novi Ligure. Quindi doppio incarico, doppia remunerazione”.

“Una settimana fa – continuano i sindacalisti – la Cisl ha scelto di andare avanti da sola con lo stato di agitazione, nonostante l’assemblea dei lavoratori avesse conferito un mandato unitario a CGIL CISL e UIL, in una giornata in cui la presenza del sindacalista provinciale CISL era passata quasi inosservata.

Potrebbe quasi venire il sospetto che questa fuga in avanti della CISL, poi finita presto e male con un incontro in Prefettura in data 20/11/2013 e con il ritiro frettoloso dello stato di agitazione, sia solo funzionale ad un percorso personale e politico, piuttosto che ad una giusta vertenza sindacale.

adv-869

Il tempo ci dimostrerà se la nuova amministrazione saprà recidere i legami con il passato, oppure scopriremo se gli incontri carbonari che già ci sono stati consentiranno il mantenimento dello status quo”.

Intanto la FP CGIL e la UIL FPL rimarcano la necessitò di “tutela dei diritti dei lavoratori rifiutando qualsiasi forma di cogestione con l’Amministrazione”. Per questo motivo è già stato chiesto alla delegazione trattante del Comune di Novi Ligure “l’attivazione di un tavolo separato di contrattazione, per sganciarsi da qualsiasi tentativo di  strumentalizzazione politica”.

L’istanza, hanno spiegato le due sigle, “è stata motivata dalla rottura scelta dalla Cisl che ha intrapreso un percorso inconcludente e da sola, a fronte di un mandato scaturito da assemblea unitaria di Cgil Cisl e Uil”. La Fp Cgil e la Uil Fpl, hanno spiegato, “rivendicano con forza il fatto che l’intero ammontare delle risorse stanziate dal consiglio comunale per la contrattazione decentrata sia corrisposto ai lavoratori” e, hanno chiosato Alvaro Venturino della Cgil e Paola Bisio della Uil, avendo complessivamente sei rappresentanti su 9 nella Rsu, quattro della Fp Cgil e due per Uil Fpl, saranno “l’unica compagine a poter firmare un accordo decentrato valido”.

adv-559

In merito al verbale siglato il 20 novembre dall’Amministrazione comunale e Cisl Fp in Prefettura, Alvaro Venturino e Paola Bisio ravvisano poi “una compressione predefinita della durata della trattativa dal 10/12 al 31/12/2013 e quindi anche dei diritti sindacali”. “Questo non si può fare!” hanno quindi chiosato. La Fp Cgil e la Uil Fpl non hanno poi risparmiato anche un’ultima stoccata: “ma qualcuno non vorrà mica risolvere tutto prima della campagna elettorale a Novi Ligure? Ma qualcuno – hanno concluso Venturino e Bisio – non penserà mica di utilizzare i lavoratori ed i loro diritti per finalità personali e politiche, ancora una volta?”.

Sulla questione ha replicato Michele Sangiovanni, delegato Cisl del Comune di novi Ligure: “quando una assemblea dà un mandato preciso su 5 punti che riguardano lo stato di agitazione, la prima cosa che deve fare un sindacato è dare corpo allo stato di agitazione. L’unico modo per poterlo fare è presentare un’istanza presso la commissione di garanzia nazionale sugli scioperi dei servizi pubblici essenziali, il Prefetto, il sindaco e il segretario generale. Questo, dopo 9 giorni, non era ancora accaduto. Quindi noi come Cisl abbiamo più volte sollecitato le altre sigle sindacali, ma loro hanno nicchiato. Io e Fabrizio Sala della Cisl abbiamo più volte tentato di metterci in contatto con le altre sigle senza successo. Siccome sul contratto decentrato non si scherza e nel pubblico impiego ci sono norme rigidissime, come l’impossibilità di scioperare dal 23 dicembre al 7 gennaio, e poi bisogna avveritre 10 giorni prima, il tempo utile scade intorno al 10 dicembre. Quindi era necessario mettere in piedi questo procedimento per poter almeno proclamare lo stato di agitazione. Il Prefetto perciò ci ha convocati e Fabrizio Sala ha tentato di comunicare al delegato Cgil la situazione, senza riscontro. Nonostante questo, Sala, ha inviato un messaggio telefonico dicendo quello che stava accadendo. Il Prefetto quindi ci ha convocato e ci ha chiesto se fossimo interessati al coinvolgimento delle altre sigle. Noi abbiamo risposto affermativamente. Per questo mi sembra strano che ora ci contestino una mancanza di unitarietà; evidentemente i non unitari sono loro visto che l’assemblea ci ha dato un incarico ben preciso. L’atto concreto è che se io voglio legittimare un’assemblea devo far quello che mi dice. Loro non è che non sono unitari con la Cisl, non sono unitari con l’assemblea.”

La questione intanto è destinata a continuare perché l’amministrazione novese ha convocato le parti il 2 dicembre. In quell’occasione si capirà se la tensione tra i sindacati permarrà e soprattutto se la vertenza troverà una soluzione.