ALESSANDRIA – Non si placa la protesta dei lavoratori del servizio mense di Alessandria, contro il nuovo bando di gara dell’amministrazione comunale, secondo Cgil, Cisl e Uil privo di una clausola sociale che tuteli tutti i dipendenti. Anche giovedì pomeriggio è risuonato forte il frastuono di fischietti, trombette e pentole battute a tempo con i mestoli, sotto il Palazzo Comunale. Dopo circa due ore una delegazione è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto Roberto Molina e dalla dirigente comunale Orietta Bocchio.

“Nessuna novità” ha sottolineato Rosario Trupia, di Uiltucs Uil “continuano a trincerarsi dietro al fatto che hanno seguito tutte le regole. Noi non abbiamo chiesto nulla di illegale: l’ampliamento della clausola di salvaguardia. Ovvio che maggiori tutele avrebbero reso meno appetibile la gara e, secondo la dirigenza, questo avrebbe potuto esporla a eventuali ricorsi. Noi abbiamo fatto presente che questa gara non è comunque esente da ricorsi. Ci hanno poi chiarito il discorso relativo ai circa dieci lavoratori Sotral, addetti al trasporto: il servizio era stato subappaltato da Aristor e per questo i lavoratori non sono stati inseriti nell’elenco di gara, non essendo più nella disponibilità legale di Aristor. Ma quando si scrive un bando esplicitando che il pasto deve arrivare entro 45 minuti al massimo da quando è stato preparato poi si sarebbe dovuto verificare chi è che garantiva questo servizio. Tutto questo è responsabilità dell’amministrazione.”

La mobilitazione delle parti sociali proseguirà anche la prossima settimana: i sindacati stanno valutando di scendere di nuovo in piazza per un altro presidio, il quarto, questa volta sotto la Prefettura di Alessandria.