CASALE MONFERRATO – Anche il Sindaco di Casale, Titti Palazzetti, ha scritto al Presidente Usa, Donald Trump. Lo ha fatto per convincere il leader americano ad assumere una posizione netta contro l’utilizzo dell’amianto dopo la recente proposta dell’Epa relativa all’autorizzazione dell’impiego della fibra killer in alcuni ambiti. Una scelta che ha indignato il primo cittadino, autore del documento ufficiale inviato per far cambiare idea a Trump e per chiedere l’investimento di fondi per la ricerca contro il mesotelioma. Di seguito il testo completo della lettera.

Le scrivo come sindaco di casale Monferrato, la città italiana diventata simbolo mondiale della lotta all’amianto.

Ho letto della recente proposta dell’Epa circa l’autorizzazione ad alcuni utilizzi dell’amianto negli Stati Uniti e questo passo indietro da parte di un Paese così avanzato ha profondamente scioccato tutta la nostra comunità, che si è rimboccata le maniche per trasformare una catastrofe ambientale – e una tragedia umana – in una opportunità di riaffermare la legalità, il rispetto dei diritti, e la possibilità di uno sviluppo economico sostenibile e rispettoso dell’ambiente e della salute.

A Casale ha operato tra il 1907 e il 1986 uno dei principali insediamenti produttivi europei per la lavorazione di lastre in amianto. Dal dopoguerra a oggi, abbiamo visto cadere migliaia di vittime tra i lavoratori, i loro famigliari e tra le persone che in qualche modo si sono esposte al polverino.

Dopo essere stata la prima città del nostro Paese a mettere al bando l’amianto nel 1986, Casale ha mobilitato cittadini e istituzioni in nome di due priorità assolute: giustizia per le vittime e protezione della salute per le nuove generazioni.

Questa mobilitazione civica e istituzionale di 30 anni dimostra che l’introduzione di norme adeguate può salvare migliaia di vite e che, se istituzioni, società civile e imprese collaborano è possibile raggiungere risultati inimmaginabili come quello che, grazie a una intensa opera collaborazione istituzionale, sta portando Casale a diventare, entro il 2020, la prima città europea completamente libera dall’amianto, insieme ai 47 Comuni del circondario che beneficiano dei nostri servizi. 

Oltre che per la rimozione integrale dell’amianto da edifici pubblici e privati, Casale è un punto di riferimento per la ricerca di una cura per il mesotelioma e per i protocolli di assistenza ai pazienti affetti da malattie asbesto correlate. Con i fondi derivanti dalle transazioni dei famigliari delle vittime, nell’estate 2014 è nata in città l’Ufim (Unità funzionale interaziendale sul mesotelioma), centro d’eccellenza per la ricerca, la cura e l’assistenza ai malati, con competenze e un accumulo di esperienze che sono a disposizione di tutte le città che nel mondo fanno i conti con questo nemico.

Le chiedo di non dimenticare le migliaia di persone che sono morte a causa dell’amianto e che ancora oggi continuano ad ammalarsi e a morire.

Ci indigna profondamente sapere che un Paese come gli Stati Uniti continui a permettere l’importazione e l’utilizzo di amianto, che ha conseguenze terribili non soltanto sugli Americani, ma sul mondo intero. La sollecito ad assumere una posizione netta affinché l’utilizzo dell’amianto sia bandito, supportando l’Alan Reinstein Ban Asbestos Now Act e investendo fondi sulla ricerca contro il mesotelioma, una malattia che purtroppo sarà sempre più frequente e diffusa in tutti i continenti.