Autore Redazione
sabato
22 Marzo 2014
00:00
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Politica - Alessandria

Cittadini e Movimento 5 Stelle contro la discarica a Spinetta Marengo, per l’ambiente e per il traffico

Cittadini e Movimento 5 Stelle contro la discarica a Spinetta Marengo, per l’ambiente e per il traffico

“Spinetta Marengo ha già dato abbastanza e non credo sia disposta a dare altro”. Così ha parlato Luigi Pozzi, uno degli abitanti di Spinetta Marengo presente questo venerdì in consiglio comunale ad Alessandria ad assistere all’interpellanza del presidente del M5S, Angelo Malerba, a proposito del progetto di smaltimento di rifiuti inerti e assimilabili in agro di Spinetta Marengo. “Siamo circa 30 cittadini che hanno subito detto no alla discarica e abbiamo raccolto 3 mila firme” ha continuato il signor Pozzi, un po’ deluso per la risposta del sindaco Rita Rossa, contraria a una discarica di rifiuti pericolosi ma aperta a un approfondimento sulla possibile compatibilità, ARPA permettendo, di una discarica di rifiuti inerti, e quindi non pericolosi. Per questo l’amministrazione di Alessandria ha chiesto il rinvio della Conferenza dei Servizi dello scorso 18 marzo. Lo stop durarà dai 60 ai 90 giorni. “Rita Rossa ha detto che è contraria ma anche che se ci sono le condizioni per fare una discarica “sana” credo di aver capito che il Comune sarebbe favorevole” ha aggiunto il signor Pozzi “sono ormai due mesi che ci riuniamo ogni martedì per discutere di questo problema e non abbiamo visto un politico. Noi non vorremmo vedere un assessore un sindaco ma il politico, quello che è venuto a chiederci il voto e che poi alla prima occasione gira le spalle. Vorrei che un gruppo di politici venisse al mattino da Marengo a piedi fino a Spinetta, questo per valutare se questa frazione si merita una discarica. Il problema non è tanto collegato alla discarica ma al traffico. Noi abbiamo già una situazione caotica se mettono una discarica con un passaggio di minimo 60-70 camion al giorno è ovvio che siamo per il no.” 

Severa la risposta del consigliere “pentastellato” Malerba, alle osservazioni del primo cittadino.” Ho parlato come spinettese. Saremo soddisfatti solo quando saranno fatte le scelte più consone per Spinetta. Ma non voglio più sentire rivangare il passato. Finchè è la colpa di qualcun altro non andiamo da nessuna parte. Chi ha vinto le elezioni si impegni ad amministrare, prendendosi le responsabilità” ha aggiunto Malerba sul flashback di Rita Rossa, che ha ricordato in consiglio come l’iter del progetto di discarica partì su impulso della giunta Fabbio. Il 30 giugno 2010 l’assessore Luciano Vandone lo propose all’assemblea dell’Ato.  All’unanimita’ fu dato mandato al Cda di ARAL di procedere a accordi giuridici per la realizzazione della discarica. 

“Non sembra che Rita Rossa abbia dato le colpe ad altri”. Così ha detto il signor Pozzi “il sindaco ha fatto vedere un documento, un fatto oggettivo. Ma il problema è la discarica, è un fatto oggettivo, certo mi sarebbe piaciuto che avesse detto no definitivo.” 

Invece l’amministrazione chiederà ad Arpa di monitorare l’area della ex cava, con una limitazione dei codici Cer ai soli rifiuti non pericolosi. Su questo il primo cittadino Rossa è pronta a un confronto con i cittadini. “Noi siamo contrari a fare qualsiasi discarica che preveda il conferimento di rifiuti che possano essere pericolosi” ha detto il sindaco “quindi stiamo cercando di capire se è possibile ripresentare un progetto diverso da quello redatto e presentato da Aral con una limitazione di codice Cer limitato a rifiuti inerti non pericolosi, e intendo materiale dell’edilizia o materiale che spesso dovrebbe essere conferito nei centri di raccolta di Amiu e invece viene abbandonato nell’ambiente e nei nostri campi. Noi chiederemo ad Arpa di far parte del comitato di monitoraggio e di controllo, un comitato che per quanto mi riguarda potrebbe essere aperto anche al controllo dei cittadini. Questo per stare dentro i termini di una delibera del 2003, modificata nel 2006, che impedirebbe qualsiasi insediamento nella zona della Fraschetta e su questo mi piacerebbe fare una riflessione sulla salubrità di quella zona, gravemente compromessa, e capire se è possibile fare un accordo di programma, un protocollo di intesa con soggetti pubblici e privati per immaginare uno sviluppo sistemico di quella zona”.

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