ALESSANDRIA – Stesse contestazioni, ma con presupposti diversi nel metodo. L’intricata vicenda dei lavoratori del servizio di refezione scolastica si arricchisce di un’altra delicata tappa, dopo i due incontri di martedì in Prefettura tra le aziende dell’appalto e i sindacati. Il primo confronto con Uiltucs Uil ha mantenuto inalterate le rispettive posizioni e il sindacato ha confermato lo sciopero del prossimo 18 ottobre. Con Cgil e Cisl, invece, si è ricostruito un tavolo di confronto: grazie anche alle sollecitazioni del Capo di Gabinetto della Prefettura Francesco Paolo Ramunni le aziende si sarebbero impegnate a verificare la situazione per poi confrontarsi di nuovo con Cgil e Cisl a inizio novembre.

Chiediamo il rispetto del contratto nazionale nella procedura di cambio di appalto, non è stato così” ha sottolineato Maura Settimo di Uiltucs Uil “con le aziende non si è mai avviata una discussione nel merito, ci hanno rimandato a un confronto tra tre mesi. Tutto questo è inaccettabile. Ricordo che tutti i contratti di assunzione (circa 95, ndr) sono stati peggiorativi, con meno ore e, in alcuni casi, anche con un livello inferiore. In una busta paga di poche centinaia di euro sono stati tagliati anche 200 euro. Già ora i lavoratori stanno facendo straordinario, proprio quelle ore in più che mancano ma a fine mese il salario è minore di prima, con tagli che arrivano anche a 200 euro, e in alcuni casi anche mansioni non proprie. Ieri siamo anche rimasti spiazzati quando abbiamo scoperto l’esistenza di un’altra azienda coinvolta, la Working Group, addetta al trasporto. Noi sapevamo che ci sarebbe stata Media Center. Ora abbiamo avviato dalle 15 alle 20 vertenze legali, eseguite sia da chi ha suo malgrado accettato pur di continuare a lavorare, anche se a condizioni peggiori, sia da chi ha invece scelto di non farlo. Ci sono poi alcune persone che non sarebbero state nemmeno chiamate dalle aziende che hanno vinto l’appalto. Insomma, la battaglia non è finita e oltre allo sciopero del 18 ottobre potremmo mobilitarci ancora”.

A ingarbugliare la situazione, secondo Uiltucs, anche la presenza di alcuni nuovi lavoratori assunti con contratti di somministrazione, i cosiddetti “interinali”, tutti “senza esperienza” ha sottolineato Maura Settimo. “Con la Commissione di Garanzia sugli scioperi vogliamo anche capire se il servizio mensa sia da considerare essenziale: se sì riproporremo il tema del pranzo da casa, magari attraverso un panino. Se sarà considerato essenziale saremo ancora più rigidi nel controllo e nelle verifiche. Alessandria non merita tutto questo”.

 

Nel mirino di Uiltucs Uil anche il sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco. Al sindacato, infatti, non sono andate giù alcune dichiarazioni del primo cittadino nell’incontro pubblico di giovedì scorso all’Associazione Cultura e Sviluppo. Cuttica ha infatti elogiato la Cgil per aver dimostrato “attenzione non alle balle ma ai lavoratori”. Uiltucs ha inviato a Cuttica una lettera. “Chiediamo al sindaco delle pubbliche scuse” ha tuonato Maura Settimo “le nostre non sono affatto delle balle, ha detto una cosa gravissima. Le nostre battaglie sono serie, nel pieno rispetto delle leggi”.

Nel secondo faccia a faccia tra le stesse aziende e Filcams Cgil e Fisascat Cisl, invece, sembra essersi instaurato un margine di dialogo, con le parti pronte a riaggiornarsi a inizio novembre. Nel frattempo, come ha riferito a Radio Gold Cristina Vignolo della Fisascat Cisl, le aziende verificheranno le contestazioni delle parti sociali. “Potrebbero prendere in considerazione il consolidamento delle ore, cioè il riconoscimento di più ore in busta paga, quelle che sistematicamente vengono ora svolte sotto forma di straordinario. A novembre si ridiscuterà anche di un altro problema: la sospensione dello stipendio durante la pausa invernale. Durante le gestioni Aristor e Alessandria Servizi i dipendenti andavano ufficialmente in ferie e non c’era alcuno stop, ora la loro retribuzione viene sospesa e così anche i contributi previdenziali. Le ferie non godute potranno essere recuperate a fine anno scolastico ma la busta paga di dicembre è purtroppo ancor più leggera del solito. E questo non va affatto bene. Ora vedremo cosa succederà. La strada intrapresa è comunque lunga ma rispetto al mancato accordo sottoscritto qualche settimana fa all’Ispettorato del Lavoro ora i presupposti per una riapertura del dialogo ci sono. Non possiamo però sbilanciarsi e essere più ottimisti. Vedremo cosa succederà”.